Famiglia, relazioni affettive - Famiglia, relazioni affettive -  Valeria Cianciolo - 19/03/2018

Sono spese straordinarie gli esborsi della madre per i trattamenti estetici della figlia.  

La questione oggetto della decisione in commento è il riflesso del perdurante diritto dei figli a ricevere il mantenimento da parte dei propri genitori, a prescindere dal tipo e dalla condizione del rapporto che lega questi ultimi. Come noto, a seguito della separazione personale tra i coniugi, la prole ha diritto a un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia e analogo, per quanto possibile, a quello goduto in precedenza, continuando a trovare applicazione l'art. 147 c.c. (che richiama l’art. 315-bis c.c.) il quale, prescrivendo il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, impegna i genitori ad una vasta gamma di necessità, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all'aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, all'assistenza morale e materiale fin quando l'età dei figli stessi lo richieda.

La Corte territoriale aveva riconosciuto natura di spese straordinarie agli esborsi affrontati dalla madre per i trattamenti estetici a favore della figlia – che secondo il padre della ragazza non erano supportati da nessuna prescrizione medica che ne certificasse la necessità o l'utilità - nonchè alle spese sostenute per la scuola media privata. L'istante censurava, poi, la decisione impugnata sotto il profilo della mancata valutazione, da parte del giudice di seconde cure, della sostenibilità di tali spese da parte dei genitori della ragazza, in relazione alle loro effettive e concrete condizioni economiche.

La Cassazione ha ritenuto la censura in parte infondata, ed in parte inammissibile.

Per quanto concerne, il profilo relativo alla contestata natura di spese straordinarie, attribuita dalla Corte territoriale agli esborsi affrontati dalla madre per i trattamenti estetici a favore della figlia - a detta del ricorrente non supportati da nessuna prescrizione medica che ne certificasse la necessità o l'utilità - e delle spese sostenute per la scuola media privata, deve osservarsi che, in tema di mantenimento della prole, devono intendersi spese "straordinarie" quelle che, per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dall'ordinario regime di vita dei figli (Cass., 08/06/2012, n. 9372).

Ebbene, nel caso concreto, la Corte d'appello ha accertato che si trattava di spese per trattamenti estetici necessari a rimuovere la peluria sul viso della ragazza, "anomala per un soggetto di sesso femminile" e fonte di notevole imbarazzo, e di spese per l'iscrizione in una scuola privata i cui orari si erano rivelati maggiormente compatibili con le esigenza lavorative del genitore affidatario. Trattasi all'evidenza di esborsi non prevedibili, poiché sopraggiunti nel corso del tempo, al momento della determinazione dell'assegno di mantenimento a carico del padre. Dunque, una volta accertatane - da parte del giudice di merito - la natura di spese straordinarie ed utili alla figlia, ed in assenza della dimostrazione di un tempestivo e valido dissenso da parte dell’uomo, quest'ultimo è da considerarsi senz'altro tenuto a corrispondere all'altro genitore la quota di sua spettanza.

La sentenza dunque, si allinea alla giurisprudenza dominante sul tema, concorde nell’affermare che per spese straordinarie si intendono quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, esulano dall'ordinario regime di vita dei figli, sicché la loro inclusione in via forfettaria nell'ammontare dell'assegno, posto a carico di uno dei genitori, può essere in contrasto con i principi di proporzionalità e di adeguatezza del mantenimento, nonché recare pregiudizio ai figli.

L’ordinanza annotata ha chiarito che non è configurabile, a carico del coniuge affidatario, un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l'altro in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, trattandosi di decisione "di maggiore interesse" per la figlia e sussistendo, pertanto, a carico del coniuge non affidatario, un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso. Pertanto, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha eseguite, il giudice è tenuto a riscontrare la rispondenza delle spese all'interesse del minore mediante la valutazione della commisurazione dell'entità della spesa rispetto all'utilità e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.