Persona, diritti personalità - Nome, immagine -  Foligno Emanuela - 18/01/2016

STALKING: SUSSISTE ANCHE NEGLI INCONTRI CASUALI-Emanuela FOLIGNO

 

"STALKING : SUSSISTE ANCHE NEGLI INCONTRI CASUALI" - Emanuela FOLIGNO

La Cassazione Penale, sez. V, sentenza 26 ottobre 2015 n.  43085, ha statuito che la commissione di atti persecutori, anche se avvenuta durante incontri casuali  è da configurarsi egualmente come delitto di stalking.

Ciò che deve essere tenuto in considerazione, infatti,  è la consapevolezza da parte dello stalker dell'abitualità della condotta.

Nel caso approdato all"esame degli Ermellini, i Giudici di merito hanno escluso che i comportamenti della persona imputata integrassero l"elemento materiale del reato di atti persecutori poiché alcune condotte contestate erano riferibili a incontri casuali con la vittima.

La Corte territoriale, dunque, ha escluso la colpevolezza dell"imputato in quanto le ripetute minacce e le molestie, avvenute con modalità temporali decisamente distanti tra di loro, non sono idonee a integrare l"elemento materiale del reato di stalking per carenza del requisito della reiterazione delle condotte.

A giudizio della Suprema Corte, invece, non è corretta la valutazione operata dai Giudici di merito in quanto per escludere che le minacce e le molestie integrino il requisito della reiterazione, che caratterizza la condotta tipica del reato di stalking, avrebbero dovuto spiegare per quali ragioni il tempo trascorso tra ognuno di essi sia di per sé indicativo della loro autonomia.

Inoltre, la Corte specifica che la norma incriminatrice del reato non richiede che le interferenze moleste  in danno della vittima siano preordinate e abbiano particolari cadenze temporali.

Ciò che deve essere valutato è la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, ovvero la volontà di porre in essere le condotte di minaccia e di molestia allo scopo di produrre coscientemente uno degli eventi alternativamente previsti dalla norma.