Letteratura  -  Redazione P&D  -  21/06/2021

Storia di Ina di Paolo Cendon (Aliberti Editore) - Francesco Mazza Galanti

A distanza di circa quattro anni dal suo  primo romanzo, “L’orco in canonica” (Marsilio Ed.), è uscito un nuovo libro di Paolo Cendon, “Storia di Ina” (Aliberti Ed.). Nell’opera precedente l’Autore aveva ricostruito con intensa partecipazione emotiva un caso di cronaca giudiziaria: la drammatica vicenda di una bambina, Anna, vittima di protratte violenze sessuali da parte di un religioso ed il lungo percorso, personale e giudiziario, successivamente da lei affrontato. Il nuovo romanzo, invece, è incentrato sul rapporto sentimentale tra un affermato e noto professore universitario (M., iniziale di Marigondi, appunto il nome del docente, ma anche di “Maestro”), ed una sua giovane  ex allieva.

La narrazione è affidata all’avvocato Stefano Banchetti, un compagno di studi universitari del professore, amico da una vita, che diventerà anche buon conoscente di Ina, oltre che il legale di entrambi i protagonisti del romanzo nelle vicende giudiziarie in cui essi saranno in tempi diversi coinvolti.

Ina è una ragazza di non ancora trent’anni, assai graziosa, disinibita ed irrequieta, mentre M. è un vedovo sessantenne, un po’ rigido, con due figli ormai grandi. La giovane si rivolge al docente per un aiuto, rivelandogli di avere recentemente subito un pesante approccio di natura sessuale da un ragazzo straniero appena conosciuto, al quale si era sottratta con una precipitosa fuga durante la quale aveva riportato una frattura ad un braccio. Il professore, incuriosito e certo anche attratto dalla giovane, si mette immediatamente a sua completa disposizione. Ina, per parte sua, si dimostra sinceramente grata al suo antico docente per tutte le attenzioni e le premure a lei rivolte, e per la capacità di ascolto che egli le riserva. La disponibilità di M. a sostenere la giovane nell’iniziativa legale che essa intende intraprendere per riparare all’ingiustizia subita, costituisce l’occasione per l’inizio di una frequentazione che consente ai due protagonisti di conoscersi in modo sempre più approfondito.

In breve tempo, Ina accetterà la proposta di M. di divenire la sua più stretta collaboratrice, destinata a coadiuvarlo dal punto di vista organizzativo in tutta la sua attività scientifica, e anche ad accompagnarlo in ogni trasferta. Il rapporto diventerà via via più intenso anche a seguito di una condivisione in crescendo di ogni aspetto della vita in comune, ormai estesa pure al tempo libero. Dell’intimità della coppia, quasi nulla viene esplicitato, molto venendo lasciato all’immaginazione del lettore e, tuttavia, l’intera narrazione è pervasa da un clima sensuale e da un diffuso erotismo. M. si innamora della giovane, affascinato non solo dal suo aspetto fisico ma dalla sua libertà di pensiero, dalla sua generosità e anche dagli aspetti eccentrici della sua vivace personalità. Ina non è insensibile al fascino che la figura del docente emana, motivo per cui l’attrazione è reciproca, ed ella lo corrisponde apprezzando il suo atteggiamento rispettoso, e lo gratifica con la sua presenza e la sua tenerezza, lieta di essergli vicina in tutti i momenti della sua giornata. In questo soddisfacente contesto relazionale, si può dire che Ina riesce a liberare il professore dalla rigidità dei suoi schemi abituali, e contribuisce non solo al miglioramento del suo stile di vita ma anche ad una sua maggiore apertura nei confronti di mondi a lui sconosciuti.

Con l’intensificarsi della relazione, il legame sentimentale, liberamente vissuto dalla coppia, diventa di dominio pubblico, il che provocherà la inevitabile reazione del figlio di M. che non avrà remore nel trascinare il padre in Tribunale, chiedendo al giudice tutelare di nominargli un amministratore di sostegno.

Il lettore viene costantemente coinvolto in un variegato impianto narrativo che si sviluppa su più piani ed il finale del romanzo, aperto agli imponderabili sviluppi della vita di ognuno dei protagonisti, appare coerente all’evoluzione di una trama che, sotto più aspetti, si rivela avvincente.

L’intensità emotiva e culturale con cui Cendon affronta e vive le diverse vicende che attraversano la vita dei protagonisti costituisce l’elemento portante dell’intera opera. Premesso che nel descrivere la figura di Marigondi evidenti sono i richiami alla biografia dell’Autore (essendo anche M. un insigne giurista ed un accademico, particolarmente interessato alla tutela dei soggetti deboli), è verosimile pensare che pure molti dei personaggi descritti, così come almeno una parte delle svariate vicende narrate, siano il frutto delle sue poliedriche e significative esperienze personali.

Lungi dall’essere un romanzo meramente sentimentale, Storia di Ina è un libro sulla libertà e sul cambiamento, sul significato che può avere l’incontro con una persona, nuova e diversa, sul diritto alla felicità, sull’abuso del diritto, sulla necessità di fare i conti con la propria fragilità prima di occuparsi della fragilità altrui, sul valore delle piccole cose, motivo per cui esso non potrà che essere apprezzato dalle persone sensibili ed aperte alle tematiche di natura esistenziale.




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