Deboli, svantaggiati - Malati fisici, psichici -  Mario Iannucci - 14/12/2019

Storie di ordinaria follia con lunga esperienza in carcere - Mario Iannucci e Gemma Brandi

[ovvero: tutto questo e, forse, niente di questo]

    Ringraziamo gli Organizzatori del Forum e della Conferenza odierna. Li ringraziamo perché, avendoci assegnato un titolo (che non siamo certi di avere compreso fino in fondo) e circa sette minuti per trattarlo, ci consentono, su un argomento che meriterebbe almeno un Convegno di diversi giorni, di dire tutto e di dire niente.
    Il primo tema è la “ordinaria follia” del carcere. Taluni si dicono autorizzati a pensare che il carcere, specie per come è strutturato attualmente in tutto il mondo, sia di per sé una ordinaria follia. Poiché abbiamo lavorato negli Istituti di pena per circa quarant’anni, possiamo dire che tale opinione non ci pare certo campata in aria. Il carcere attuale appare largamente incapace di dare soluzioni efficaci ai problemi che quotidianamente alberga. Anche ai problemi di sicurezza dei pochi criminali “mafiosi/terroristi” che tutti consideriamo “pericolosi” e da cui fermamente vogliamo essere difesi. Ma il carcere appare soprattutto incapace di garantire soluzioni adeguate ai molti, anzi ai moltissimi, che entrano in carcere perché commettono dei reati mentre sono in preda a un disagio psichico profondo. In non poche occasioni perché sono in preda a un disagio psichico profondo.

In allegato il testo completo dell'intervento effettuato nell'ambito del Forum Risk Management il 27.12.2019 a Firenze.