Interessi protetti - Successioni, donazioni -  Riccardo Mazzon - 11/07/2017

Successione e beneficio d'inventario: quando l'omessa indicazione di un bene implica decadenza

Tenuto nel dovuto conto, in particolare, che: 

- il chiamato all'eredità che non sia nel possesso di beni ereditari potrà fare la dichiarazione di accettare col beneficio di inventario fino a che il diritto di accettare non sia prescritto: dopo aver fatto la dichiarazione egli ha l’onere di compiere l'inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, altrimenti sarà considerato erede puro e semplice;

- se, invece, il chiamato all'eredità che non sia nel possesso di beni ereditari abbia fatto l'inventario non preceduto da dichiarazione d'accettazione, questa dev’essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell'inventario medesimo, altrimenti il chiamato perderà il diritto di accettare l'eredità;

- la decadenza del beneficio d'inventario, conseguente alla mancata osservanza, da parte del chiamato nel possesso dei beni ereditari, delle disposizioni dettate dall'art. 485 c.c., non può trovare applicazione nella ipotesi in cui il successibile sia un minore, posto che la sua decadenza dal beneficio può avvenire solo in applicazione della normativa di cui all'art. 489 c.c., nel quadro della quale la verificazione di siffatta decadenza va senz'altro esclusa tutte le volte che l'accettazione beneficiata e l'inventario siano stati eseguiti prima del raggiungimento della maggiore età, anche senza l'osservanza del termine di cui all'art. 485 c.c.;

- attraverso l’istituto del beneficio d’inventario: (1) l'erede conserva verso l’eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte; (2) l'erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari - e dei legati - oltre il valore dei beni a lui pervenuti; (3) i creditori dell'eredità - e i legatari - hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell'erede;

è importante rammentare che dal beneficio d'inventario (cfr., amplius, il capitolo quinto del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015) decade l'erede che (1) abbia omesso, in mala fede, di denunziare nell'inventario beni appartenenti all'eredità, o che (2) abbia denunziato in mala fede, nell'inventario stesso, passività non esistenti.

In tali ipotesi, l'onere della prova dell'occultamento doloso, in sede di inventario, di un bene appartenente all'eredità – ovvero dell’inserimento doloso di passività inesistenti - incombe su colui che invoca la decadenza dal beneficio, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta sino a prova contraria (Cass., sez. II, 25 ottobre 2013, n. 24171, GCM, 2013).

Naturalmente, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d'inventario, ai sensi dell'art. 494 c.c., non soltanto l’omissione totale, nell'inventario, di beni appartenenti all'eredità, ma anche parziale; un tanto non solo risulta dall'interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all'omissione di “beni appartenenti all'eredità” - e non quindi all'integrale patrimonio costituito dall'asse ereditario -, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell'inventario, per le quali

“una qualsiasi omissione parziale nell'indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto” (Cass., sez. II, 23 luglio 2007, n. 16195, GCM, 2007, 9).