Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 10/10/2019

Sulle guerriere curde e sul mito di Metis - M.R.P.

Purtroppo tornano attuali le guerriere curde, io credo che vorrebbero costruire un mondo di pace e invece le bombardano insieme al loro popolo, ai loro figli e figlie.
Il femminile guerriero, il femminile sommerso, il femminile che ancora non riesce a manifestarsi davvero e a governare. Un tempo scrissi del mito di Metis, una risposta mitica… forse

Eppure esistono donne guerriero. C’è per esempio quella dea, Minerva, non passa inosservata perché nacque già armata dalla testa del Padre degli Dei, Zeus. Nacque proprio dalla testa, unica partorita da un maschio, da un cervello. E nacque armata.
Nacque armata di tutto punto. L'intelligenza armata dal potere, al servizio del potere che la genera. 
Ben altra fu la madre sua. Metis, dea fluida come l'acqua, oceanina di stirpe. Metis che sapeva trasformarsi in ogni forma: intelligenza plastica, duttile, sottile. Metis saggia e prudente. un'intelligenza non armata, ma salvifica, che partorisce, da alla luce. Metis cangiante come ogni pensiero, come è il cervello. Metis che sfida la necessità, il destino e salva Zeus, che la ripagherà uccidendola.
Metis prima moglie di Zeus. Non fu conquista facile, cambiava forma pur di sottrarsi al potere che la voleva per sé. Immagine di tante donne preda dei conquistatori nei secoli dei secoli. Metis violentata, rimase incinta di Zeus, ma la profezia diceva che il figlio di Metis avrebbe ucciso suo padre. Zeus, pieno di sacro terrore, figuriamoci! chiese a Metis di diventare goccia d'acqua, la bevve e Metis non fu più. Se non dentro Zeus.
Nacque poi Minerva come sappiamo spaccando la testa di Zeus, ma nacque armata.
Nel mito c'è tutto.
C'è la metafora del potere. Ci sono gli embrioni di quello che siamo noi oggi. C'è forse anche la nostra biologia, la nostra evoluzione, forse c'è la storia del nostro cervello, prima che divenga mente.
Il potere maschile di Zeus non può tollerare una intelligenza libera, multifome, pericolosa come Metis, la teme e dunque la uccide. Il femminicidio è da sempre, nei secoli dei secoli appunto.
Resta l'intelligenza che ha forma di donna, ma ormai è addomesticata, adusa al potere e nasce armata. 
Chissà se Mertis fosse sopravvissuta, se il femminile avesse avuto ragione del maschile cosa sarebbe accaduto nel tempo che arriva fino a noi?
Metis disarmata avrebbe iniziato guerre, violenze, sopraffazioni?
Che battaglie avrebbe immaginato? Ci sarebbe stato davvero bisogno di battaglie?
La guerra per il potere, la guerra per il guadagno, sono guerre per cercare surrogati all'immortalità, il padre Zeus uccide Metis per restare vivo e immortale. Metis, pur uccisa, ha l'immortalità in Minerva. Il femminile che ha l'immortalità nell'utero avrebbe portato tante guerre e violenze nel nostro mondo?
Ma la domanda più difficile è perché Metis si fa sopraffare? Perché in ogni cultura prevale il maschile del potere e della sopraffazione?  Perchè mai il femminile si fa sotterraneo? Non muore del tutto, no. In Minerva resta qualcosa di Metis non foss'altro il fatto che è femmina...
La risposta se esiste affonda nelle radici più antiche, nella preistoria, nella nostra nascita da una goccia d'acqua (ah l'intelligenza racchiusa nella goccia d'acqua, la lacrima, la vita).
La risposta se esiste è nella preistoria, ma la preistoria, almeno la nostra di uomini e donne, è già nel nostro cervello, perfettamente conservata nelle parti arcaiche, primitive del nostro cervello: l'amigdala, la grande mandorla cerebrale. Che abbiamo in comune con tutti gli esseri viventi.
Deve diventare mente il cervello e forse il conflitto è connaturato in noi: per diventare cosciente di sé il cervello ammazza sempre qualcosa.
Forse la madre.... per esistere.
Minerva è una risposta, una faccia dello sviluppo, l'intelligenza armata; esiste altro, esiste Metis, prima ne prendiamo coscienza meglio è.