Danni - Danni non patrimoniali, disciplina -  Storani Paolo - 01/04/2013

TABELLA DI LIQUIDAZIONE PER INVALIDITA' MACROPERMANENTI - VERSO UN TAGLIO DEL 60% - Paolo M. STORANI

TABELLA UNICA PER LA LIQUIDAZIONE DELLE INVALIDITA' MACROPERMANENTI - VERSO UN TAGLIO DEI RISARCIMENTI DEL 60% - Paolo M. STORANI

Si rincorrono i tam tam: pur a fine corsa, ma rinvigorito nella sua piena operatività dalla composizione di un comitato di dieci saggi escogitato il giorno prima di Pasqua 2013 dal Capo dello Stato, l'Esecutivo Monti sta per varare, pare domani, 2 aprile 2013, la tabella unica nazionale ex art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private.

La tecnica è sempre quella del blitz che non lascia spazio al dibattito dottrinale e parlamentare; nella precedente occasione (Governo Berlusconi) si sfruttò la calma piatta del periodo pre - ferragostano 2011.

Lascia perplessi che il varo di cui si vocifera avvenga su iniziativa di un Governo che prosegue nelle sue funzioni per gli affari correnti: l'ordinaria amministrazione.

Chi scrive a braccio queste noterelle ha avuto la casuale ventura di partecipare, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ai lavori che hanno preceduto la messa in pista del nuovo armamentario.

Il Sottosegretario Prof. Claudio De Vincenti, pur senza mostrare la bozza delle tabelle di legge destinate a regolamentare la liquidazione per le invalidità nella forchetta 10% - 100%, all'esito di un incontro che si svolse negli Uffici di Via Veneto, in Roma, il 24 luglio 2013, preannunciò che l'entità dei risarcimenti avrebbe subìto una riduzione rispetto alle tabelle meneghine, con risultati mediamente inferiori del 10-20%.

Ci interrogammo con l'Avv. Marco BONA, che componeva la delegazione ministeriale, in ordine alla retroattività di tali parametri.

Il Governo ne avrebbe trattato nella relazione di accompagnamento al decreto attuativo: soluzione eccentrica.

Infatti, è risalente il principio secondo cui il risarcimento deve avvenire con le regole vigenti al momento della aestimatio, a nulla rilevando a quando risalga il pregiudizio.

Stando alle voci di corridoio, invece, il Governo Monti sta varando tabelle che abbatteranno mediamente del 60% tali valori di liquidazione per rca e malpractice.

La Corte di Cassazione ha ormai esteso a tutto il territorio nazionale i diffusissimi valori indicati nella tabella frutto di scrupolosa elaborazione ed assiduo aggiornamento ad opera dell'Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano, presieduto dal Dott. Damiano Spera, per la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona; da ultimo i valori sono stati aggiornati appena il 20 marzo 2013.

Ricordiamo che con sospetta tempestività il precedente Governo Berlusconi, in carica sino al novembre 2011 (l'Economista, nominato Senatore a vita, accettò l'incarico di formare il nuovo governo, cosiddetto tecnico, il 13 novembre 2011), aveva reagito alle sentenze della Corte di Cassazione Civile, Sez. Terza, n. 12408 del 7 giugno 2011 (capostipite), Sez. Terza, n. 14402 del 30 giugno 2011, e Sez. Prima, n. 18461 dell'8 settembre 2011, varando il DPR contenente la tabella per le macrolesioni in ambito rca il 7 agosto 2011.

In proposito, rimandiamo al significativo contributo di Gino ARNONE pubblicato in questa Rivista in data 9 agosto 2011 sotto il titolo "Tabella RCA per le macrolesioni. Così non va. Andiamo contro l'Europa e la tutela della persona".  

Ora, per effetto perverso della Legge Balduzzi, cui Nicola TODESCHINI ha dedicato, sempre su queste colonne, brillanti interventi ...definitivi, rinvenibili alla voce 'malpractice', viene inclusa nell'utilizzo della tabella unica nazionale anche la materia della malasanità.

Francamente, come abbiamo avuto occasione di porre in risalto nel corso della trasmissione di Rai1 UnoMattina di una settimana fa (lunedì 25 marzo 2013) dedicata ad un caso di omessa diagnosi di patologia tumorale avvenuto presso la struttura sanitaria pubblica di Massa e Carrara che ha condotto a morte un 69enne, l'equiparazione è del tutto fuori luogo.

Ricordiamo, infatti, che, con plateale fuori tema, il Governo tecnico ha esteso la disciplina degli artt. 138 e 139 Cod. Ass. alla materia della responsabilità civile medica.

Augurandoci che con ciò il nostro sciatto legislatore non intenda concludere che si tratti di liti seriali e standardizzabili.

Dovrebbe apparire inconfutabile che, ai sensi dell'art. 3 Cost., il legislatore non possa MAI discriminare tra soggetti lesi che presentino le medesime lesioni, a prescindere dalla tipologia dell'evento lesivo.

L'Esecutivo casualmente ancora in carica dopo il pre-incarico ...congelato a Pierluigi Bersani, qualora dovesse effettivamente varare il decreto di attuazione all'art. 138 Cod. Ass., assumerebbe su di sé la responsabilità politica di disattendere la volontà del Parlamento Italiano che in data 26 ottobre 2011, con mozione Pisicchio approvata con 428 voti favorevoli e solo sei contrari, confermò nelle tabelle di Milano il riferimento nazionale per i danni superiori al 9%.

Sullo schema di decreto di attuazione era intervenuto anche il parere critico del Consiglio di Stato in sede consultiva. 

Inoltre, l'intervento governativo è fuori tempo massimo.

A tacer dell'annoverabilità tra le operazioni correnti di una disciplina ipertecnica che riguarda un settore delicatissimo come quello dei macro danni, il Governo Monti esercita una delega ampiamente scaduta: il Codice delle Assicurazioni Private aveva fissato per la promulgazione della delega il termine di ventiquattro mesi.

L'art. 76 della Costituzione sancisce che l'esercizio della funzione legislativa può essere delegata al Governo per un tempo limitato: "L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti".

Infine, quando si compulsano i lavori del nostro nomopoieta, ricchi di emendamenti fotocopia che abbracciano l'intero arco parlamentare, si incappa nel mantra: " ...richiamando l'importanza dell'intervento che produrrebbe una conseguente riduzione dei premi assicurativi".

A tacer del fatto che non vi è promiscuità tra le categorie degli assicurati, che beneficiano di tali ventilate riduzioni, e dei danneggiati, che le scontano sulle proprie menomazioni, resta sempre da toccare con mano come vengano gestiti i bilanci assicurativi (Fondiaria - Sai docet): i premi sono in costante aumento almeno dal 2001.

E questo è un dato di fatto difficilmente smentibile.