Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 17/01/2020

Top selfie

Oggi parleremo di un argomento alquanto delicato ...i disastri aerei. Qualcuno potrebbe domandarsi che “c'azzecca” un simile argomento con il mondo di internet, eppure vedremo a breve come la Rete non è mai avida di sorprese in nessun aspetto della vita umana. É notizia trapelata solo in questi giorni che, nel dicembre 2018, vi è stata una collisione in volo tra aerei della Marine Corps Air Station di Iwakuni, in Giappone, che ha riaperto il caso sulle operazioni pericolose americane nei cieli del Paesi alleati. L’inchiesta sull’incidente ha accertato che gli avieri dei Marines, incredibile ma non troppo, scattavano selfie in volo. Pazzesca la foto di un pilota, alla guida del proprio jet, mentre legge come niente fosse un libro sul “Grande Santini” (personaggio letterario creato dallo scrittore Pat Conroy: un colonnello dell'Aviazione USA, eroe di guerra di Corea che, una volta congedato, mal si adatta al tempo di pace. Una notte, alla guida di un F-4 Phanthom, ha un'avaria e, dovendo scegliere tra il lanciarsi, a rischio di far impattare il velivolo su un centro abitato, e dirigerlo in mare, a rischio della propria vita, opta per l'estremo sacrificio). La follia di questi Top Gun, del tutto noncuranti dei rischi delle loro azioni, ha causato, in pochi secondi fatali, un disastro che è costato la vita a sei militari. Doveva essere un’esercitazione di routine: un caccia FA-18 Hornet impegnato in un’operazione di rifornimento da un KC-130 Hercules. La collisione dovuta alla bravata ha ucciso 5 membri dell’equipaggio dell’aereo cisterna e il pilota del caccia, e tutto perchè quest'ultimo, si è scoperto, invece della cloche dell'aereo impugnava il libro che sappiamo. Le foto del folle lettore d'alta quota, manco a dirlo, erano state postate su un social network militare interno del contingente americano in Giappone. Ma non solo, dalle analisi delle urine dei resti del suo corpo è emerso che, prima del decollo, aveva assunto stupefacenti e un ipnotizzante allucinogeno. Un incidente analogo, ma senza vittime, era avvenuto nel 2016 a Okinawa. Allora il caso era stato classificato come Class C (il secondo evento meno grave in una scala di quattro livelli), ed il Comando USA aveva valutato che non meritasse ulteriori indagini. Questa volta, come ogni volta in cui ci scappa il morto, i vertici hanno dovuto prendere dei seri provvedimenti e quattro ufficiali della base sono stati espulsi con disonore. Tra questi il comandante della squadriglia, l’ufficiale addetto alle operazioni e il responsabile della sicurezza. “Condotta non professionale” è stato lo scarno verdetto. Il ministero degli Esteri di Tokyo ha protestato formalmente e quello della Difesa ha chiesto che vengano resi pubblici anche i contenuti dell’inchiesta del 2016. Il risentimento giapponese è accresciuto da un altro incidente di qualche settimana fa, quando un F-16 Usa ha sganciato una bomba inerte vicino ad una scuola. Sembra proprio che dalle passate tragedie non si impari mai nulla: chi non ricorda la stragedel Cermis, quando un jet dei Marines tranciò i cavi della funivia causando una mattanza nel febbraio 1998? Allora si scoprì che l'aereo volava troppo basso mentre l’equipaggio si dedicaa girare film autocelebrativi. Venti morti nella cabina piena di sciatori in gita.