Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 26/06/2019

Trasformazione di aziende speciali in società in house: perché?

Come è noto, l’azienda speciale è ente strumentale del comune (ovvero dei comuni o altri enti pubblici, nella versione consortile). La società in house è, benché società di diritto privato, anch’essa un ente strumentale degli enti locali per la realizzazione, gestione ed erogazione di servizi pubblici di competenza dell’ente locale.

Anche in epoca recente, alcuni enti locali hanno deliberato (in seno ai propri consigli comunali) la trasformazione delle aziende speciali in società di capitali in house. Si tratta di una trasformazione che, per molti aspetti, implica il passaggio da una “formula” giuridica ad un’altra non dissimile dalla prima, sia per finalità perseguite sia per rapporti con l’ente locale “dominus”. Allora, perché gli enti locali ritengono “conveniente” intraprendere questo percorso modificativo?

Sia le aziende speciali sia le società in house – come richiamato sopra – costituiscono strutture giuridico-organizzative strumentali degli enti locali. Entrambe sono caratterizzate da autonomia gestionale, patrimoniale, amministrativa e giuridica. Tuttavia, mentre le aziende speciali sono enti pubblici (economici), le società di capitali sono soggetti giuridici di diritto privato, che, ancorché in presenza di soci pubblici, sono disciplinate dal diritto comune.

L’ordinamento delle aziende speciali prevede che gli atti più importanti della vita delle stesse (piani programmi, statuto, regolamenti interni) siano approvati in consiglio comunale (attesa la strumentalità dell’azienda speciale rispetto al comune). Nelle società, gli atti sopra descritti sono di pertinenza dell’assemblea dei soci, costituita dal sindaco / sindaci del comune titolare delle quote. E’ tuttavia, necessario per la qualificazione delle società di capitali in house, che l’ente locale (gli enti locali) approvino atti che stabiliscono il controllo analogo sull’attività svolta dalla società in house. Tra le clausole che si possono individuare nel c.d. controllo analogo senz’altro rientrano quelle che dispongono in ordine all’approvazione degli atti più importanti della società, che non potrà avvenire se non dopo che l’assemblea dei sindaci ovvero loro delegati si siano espressi sul punto specifico.

In ciò quindi si può riscontare una similitudine in materia di controlli tra aziende speciali e società in house.

Per quanto attiene alla governance, in luogo del consiglio di amministrazione delle aziende speciali, le società di capitali prevedono la possibilità (raccomandata dal TUSP) dell’amministratore unico (infatti, qualora l’ente locale dovesse optare per il consiglio di amministrazione ne deve dare adeguata motivazione). In qualche statuto di azienda speciale, tuttavia, in questi ultimi anni, si può leggere che il consiglio di amministrazione delle aziende speciali è sostituito da un amministratore unico.

In tema di responsabilità, anche le società in house sono sottoposte alla giurisdizione della Corte dei Conti in caso di danno erariale (art. 16, comma 1, d. lgs. n. 175/2016).

Infine, in materia di personale, negli ultimi anni, la disciplina concernente il reclutamento e la selezione del personale, anche in forma di “autovincolo” da parte degli enti strumentali, si è andata uniformando.

Alla luce delle brevi note sopra riportate, quale può essere dunque la ragione ovvero le ragioni che spingono gli enti locali a trasformare l’azienda speciale in società di capitali? Si ritiene di poter individuare la ragione principale nella convinzione che la società di diritto privato consenta una maggiore flessibilità e agilità gestionale.

Anche se tale assunto in linea generale può essere confermato, nel caso delle società di capitali in house, la necessità di esercitare un controllo analogo da parte dell’ente locale (ovvero degli enti locali soci), unitamente alla necessità di vincolare l’attività della società al rispetto del/dei contratto/i di servizio potrebbero rendere la gestione meno flessibile di quanto si pensi.

Da ultimo preme segnalare che nella società in house, a differenza delle aziende speciali (benché anche per queste la giurisprudenza contabile nel corso degli ultimi anni sia intervenuta in argomento a fissare alcuni paletti) eventuali disavanzi o perdite di bilancio non possono essere ripianati dall’ente locale socio.

Una differenza, comunque, può essere evidenziata: si tratta della diversa modalità con cui l’ente locale “controlla” gli interventi, le attività e i progetti della società in house rispetto all’azienda speciale. Mentre in quest’ultima, come già ricordato, il comune interviene sugli atti in sede di dibattito di consiglio comunale, nella prima il sindaco agisce quale rappresentante del socio “azionista”. Sono due modalità operative e gestionali diverse.