Lavoro - Lavoro -  Michele Delrio - 05/10/2017

Tribunale di Treviso: riconosciuto il danno esistenziale a 12 Professori precari.

Non si è giunti a sentenza, ma non può certo passare sotto traccia l’importante riconoscimento dei danni esistenziali patiti da dodici professori della Provincia di Treviso avvenuto in sede di conciliazione giudiziale davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso, Dott. Filippo Giordan.

I ricorrenti, rappresentati dall’Avv. Silvia Benacchio del foro di Padova, chiedevano innanzitutto al Tribunale l’accertamento dell’illegittima apposizione del termine ai rispettivi contratti lavorativi (per illiceità delle causali espresse e/o della reiterazione oltre il limite stabilito) oltre che la conversione dei suddetti contratti a termine in contratti a tempo indeterminato con «condanna della Provincia a tutte le conseguenze giuridiche ed economiche (differenze retributive e contributive maturate e dovute in ragione dell’anzianità di servizio; risarcimento del danno di 24 mensilità ex art. 18 c. 5 Stat. Lavoratori; retribuzione non corrisposta per le mensilità di interruzione dei contratti; risarcimento pari a massimo 12 mensilità per mancata conversione ad oggi)».

Successivamente chiedevano il risarcimento dei danni esistenziali patiti «a seguito della illegittima reiterazione dei contratti a termine e della conseguente situazione di precariato patita, con pesanti e croniche ripercussioni sulla vita privata e sociale di ciascuno – anche alla luce della situazione familiare dei ricorrenti (alcuni senza supporti economici, altri con figli minori da mantenere) e della protrazione dell’instabilità lavorativa per circa 15 anni fino ad un’età anagrafica (media dei ricorrenti) di oltre 45 anni».

Le parti hanno raggiunto un accordo in corso di causa ed è proprio nella convergenza in sede di conciliazione tra i ricorrenti precari e la Provincia che vengono riconosciuti vari importi pattuiti expressis verbis a titolo di danno esistenziale.

Le vicissitudini dei docenti di Treviso, la loro sofferenza e la frustrazione di ogni aspettativa tanto di tipo sociale quanto di tipo familiare, oltre che l’incertezza sul posto di lavoro protratto per oltre un decennio, sono stati presi a riferimento per l’esigenza risarcitoria e raccontano sempre più la trasversalità tipica del danno esistenziale.