Cultura, società - Generalità, varie -  Redazione P&D - 18/07/2019

Umano e non - M.R.P.

Da qualche giorno due uccellini fanno un verso molto insistente, acuto, martellante. Lo fanno vicino alla camera da letto e cominciano alle 5 circa del mattino per finire verso le 21. Insomma quando c’è luce. I due uccellini QUI QUI QUI dicono continuamente, questo fatto apparentemente insignificante in realtà mi ha fatto riflettere un bel po’.
In primo luogo dato che amo il canto degli uccelli, mi sono chiesta perché questo verso mi desse tanto fastidio. Ho scoperto che il verso è un allarme, che i due genitori si comunicano perché stanno custodendo il loro nido. Dunque questi uccellini, che ho scoperto essere dei Codirossi, comunicano fra loro qualsiasi pericolo (come per esempio uno dei miei tre gatti), la cosa interessante è che l’allarme è un allarme sia che si tratti di un urlo umano o del verso di un uccellino. Certe tonalità sono allarme, il che annulla di molto la pretesa di essere noi umani unici.
In secondo luogo la situazione mi ha portato a pensieri omicidi verso l’uccellino e a un contrasto fra me e me: che diritto ho di cercare di cacciare l’uccellino? Che differenza c’è fra me e quelli che in Trentino (per fare un esempio) chiedono che un orso sia imprigionato perché ritenuto pericoloso per le attività umane? Ho forse più diritti perché sono umana? Io che sono antispecista convinta vedo messe in discussione le mie convinzioni. La convivenza fra specie può essere complicata, la natura è feroce e gli uccellini lo sanno per questo lanciano avvertimenti ai loro piccoli. La convivenza è complicata, ma spero possibile, lo spero per la mia psiche e per il mio sonno, finché i piccoli riescano a volare e anche i genitori siano più quieti e liberi di tornare a cantare, perché il codirosso  canta divinamente.