Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 09/11/2017

Un augurio speciale a Paolo Cendon

In questo giorno in cui l’almanacco festeggia il compleanno di Paolo Cendon mi piace fare gli auguri al nostro professore, omerico “ polutropon” ( uomo dalle mille sfaccettaure ), ricordando Guillaume Apollinaire , scomparso proprio oggi il 9 novembre 1918, a soli trentotto anni. Siamo in presenza di una delle figure più affascinanti della lirica moderna, uomo passionale ed estremamente fantasioso: la sua vita fu caratterizzata da molti disordini, e da una perenne ricerca di emozioni forti e amori fugaci; una vita che si riflette nella sua poesia, ricca di immagini e raffigurazioni originali accompagnate da una continua ricerca e una continua sperimentazione con l’obiettivo spesso insolente e provocatorio di scatenare tensioni imprevedibili per poter esprimere la varietà delle rappresentazioni che la vita ci offre, attraverso una forma che anela ad una libertà assoluta. La posizione di Apollinaire oscilla tra tradizione e modernità. Si colloca nel momento di crisi del simbolismo e nel momento di nascita di varie correnti avanguardiste volte alla creazione del verso libero e alla frantumazione della antica continuità discorsiva. La sua lirica contraddittoria, innovativa e sorprendente, conduce ad una perenne tensione di molteplicità e disordine che mostra lo sforzo del poeta di ristabilire l’armonia; con la sua lirica, egli mette in discussione il linguaggio tradizionale, utilizzando contorti giochi di parole e donandoci fotografie di pensiero sovrapposte e contemporanee che rimandano ai giochi di colore pittorici. Poesie sotto forma di dialogo e di ideogrammi strutturate in continuità discorsiva che consentono al poeta di reinventare il linguaggio poetico e di anticipare la corrente surrealista. Affascinato dalle avanguardie, è proprio Apollinaire a scoprire Pablo Picasso ed il pittore naïf Henri Rousseau. Al primo dedica anche un articolo quando il pittore era ancora un giovane sconosciuto. Di entrambi ne percepisce la grandezza prima della loro notorietà. La sua fantasia prepotente, esonda e lo insegue dappertutto, anche nelle poche ore di sonno notturno. E da quella fantasia hanno origine personaggi che vengono immortalati nei suoi racconti e nei suoi romanzi. Le sue poesie, (sono note le raccolte “Alcools” e “Calligrammi, poemi della guerra e della pace”) si caratterizzano per una dolcezza mista a malinconia e per l’assenza di metrica da cui si allontana per produrre versi liberi da ogni schema. I temi sono quelli dell’amore respinto, dell’incertezza del futuro, del tempo che fugge, trattati però in modo originale e innovativo. Apollinaire, dopo essere stato ferito in battaglia alla testa, pur sopravvivendo alla trapanazione del cranio, verrà colpito dalla “febbre spagnola“, nell’ epidemia diffusasi tra il 1918 e il 1919 e così si spegnerà rimanendo un vero e proprio emblema rivoluzionario per le correnti artistico-letterarie sorte in quel periodo. Nel suo sogno di felicità, apparentemente realizzabile, ma in realtà utopistico, contenuto nella lirica scelta, si percepisce il desiderio di quell’armonia a cui anela da sempre l’uomo che sogna di essere immerso in un focolare, in compagnia di una donna intelligente, in grado di comprendere il suo animo, e con la serena presenza di un animale domestico che s’infila silenziosamente tra i suoi libri, fedeli compagni di riflessioni profonde, nonché nelle conversazioni piacevoli con amici di sempre con cui potersi intendere con un semplice sguardo. Una meditazione semplice e universale in cui si puó rispecchiare qualunque uomo che cerca disperatamente la felicità e cerca anche conforto, smarrendosi nelle parole dei grandi uomini che hanno saputo sapientemente donarci poesie simili a quadri in cui perdersi anche per pochi istanti, lasciando cancellare nella dolcezza dell’oblio la durezza della realtà quotidiana; una meditazione profonda che non consenta mai alla crudeltà della vita di prendere il sopravvento, impendendo all’uomo di sognare, di desiderare e di sperare.


Questo io sogno avere in casa mia:
una donna con un cervello
un gatto che mi scivoli tra i libri,
amici sempre, in tutte le stagioni,
ché senza amici io non posso vivere.(Guillaume Apollinaire)...Un sogno onesto