Cultura, società  -  Redazione P&D  -  13/09/2021

Un' educazione sentimentale - Rosa Palma

L'argomento che tratteremo oggi costituisce  una sfida senza dubbio complessa ma allo stesso tempo avvincente: l'educazione ai sentimenti.  Tutti sappiamo che il mestiere di genitore è molto difficile ma va subito detto che la qualità dell'educazione non si esaurisce attraverso l'imposizione di norme. Non si tratta infatti  solo di insegnare regole e valori ai figli, ma anche di essere in grado di dotarli di un'educazione ai sentimenti e al rispetto dell'altro nell'ottica di crescere ragazzi che diventeranno poi  adulti consapevoli. Ciò appare ancora più importante  in una società come la nostra nella quale i costumi si sono involgariti e le relazioni umane hanno perso tono e autenticità. Riuscire a coltivare i sentimenti, magari abbinati alle passioni, è una grande fortuna e un pezzo essenziale del percorso formativo. Inoltre l'educazione sentimentale costituisce anche un antidoto naturale contro le  forme più degradate delle pulsioni che hanno sostituito i sentimenti e le passioni: il bullismo, la violenza verbale.  I sentimenti  non sono una dote naturale, non appartengono a una sfera formativa che rientra  nel campo della cultura ma  si imparano, non sono inscritti nel nostro patrimonio genetico ma si apprendono dai genitori ed è solo attraverso la costruzione di mappe emotive che si possono intessere  relazioni e legami. Freud sosteneva che nei primi sei anni di vita si formano le mappe cognitive e le mappe emotive dell'individuo. Codificare il mondo per i bambini è fondamentale, essi si pongono delle domande per cercare la causa e l'effetto nel mondo e ridurre il tasso di angoscia, che è una condizione psichica in cui non si dispone di  nulla di familiare per poterci orientare. Nei primi tre anni di vita i bambini che non sono accuditi e ascoltati nel modo corretto rischiano di diventare degli analfabeti emotivi. Allora  occorre far conoscere ai nostri figli i sentimenti insegnando loro a coltivare l'amore, il dolore, la gioia, la disperazione e a far sì che li possano riconoscere nel loro stato d'animo avendo la consapevolezza di ciò che provano. Risulta quindi fondamentale dar voce a ciò che si prova, verbalizzare cosa e come ci si sente. Ma vediamo nello specifico cosa sono le mappe emotive: esse sono la dimensione emotiva e sentimentale di ogni individuo, si tratta di strutture che ci consentono di costruire la nostra identità emotiva. Solo attraverso la costruzione di queste mappe  si possono creare  relazioni e legami solidi da adulti, va da sé che, in quest'ottica,bisogna curare l'alfabetizzazione emotiva di un bambino parallelamente a quella didattica. Un valido aiuto per la costruzione delle mappe emotive ci viene offerto dalla lettura delle fiabe; esse ci insegnano a riconoscere le emozioni e i sentimenti, distinguendo il bene e il male, il giusto e lo sbagliato. Oltre alle fiabe anche la letteratura costituisce un utile strumento, soprattutto quella dell'Ottocento che è un grande viaggio nell'universo dei sentimenti . Se solo riusciamo a convincere i ragazzi a fare qualche esplorazione, sicuramente ci saranno sentimenti che resteranno nella loro memoria e nella loro immaginazione. Stesso discorso vale per le arti visive: la visione di un quadro del Botticelli o del Caravaggio non può lasciare indifferenti perché si tratta di uno straordinario strumento con cui l'artista ci conduce, prendendoci per mano, nel mondo dei sentimenti. E ricordiamoci sempre che ,in ogni caso, l'educazione sentimentale passa per il recupero del contatto fisico: un bacio, una carezza, un sorriso in più, sono come dei piccoli tappeti volanti che ci fanno atterrare nella bellezza dei sentimenti.