Cultura, società  -  Redazione P&D  -  26/07/2021

Un Triestino guru del marketing convinto no vax morto di Covid a Miami

DICEVA: «È UN'INFLUENZA»

(Dal Piccolo di Trieste)

 

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Ha minimizzato la malattia fino all'ultimo, anche quando era già in ospedale.

«Un'influenza», diceva.

Il triestino M. D. V., 55 anni, esperto di marketing a livello internazionale e convinto no-vax, è morto di Covid negli Stati Uniti. Lascia la moglie e un figlio ventenne.

D.V., che viveva a Miami, aveva deciso di non vaccinarsi. Ha contratto il virus. Poi il peggioramento, il ricovero in terapia intensiva e il decesso. Se n'è andato nel giro di due settimane.

Il suo nome è molto noto nel mondo del marketing: il cinquantenne era ritenuto un vero e proprio guru nel settore, soprattutto come esperto di "brand positioning".

 

…  Il consulente triestino, che aveva lavorato in agenzie di prestigio per poi scegliere la strada della libera professione, si era trasferito a New York nel 2008 e, negli ultimi due anni, appunto a Miami.In questi mesi aveva espresso sui social opinioni apertamente no-vax, condividendo articoli e interventi contrari alle campagne di profilassi. E lui stesso aveva preferito non immunizzarsi. Riteneva inoltre che l'emergenza pandemica fosse sopravvalutata, soprattutto in considerazione delle misure anti contagio assunte dai governi con i conseguenti impatti sul sistema economico. D.V. ha condiviso sul proprio profilo Facebook un post critico anche pochi giorni fa, quindi quando era già in ospedale.

 

«Conoscevo Marco da più di trent'anni», racconta un caro amico, nonché collega. «Lui non era un estremista e nemmeno un negazionista. Non ha fatto battaglie pubbliche, non era un portabandiera dell'ideologia no-vax. Semplicemente ha sostenuto fino all'ultimo le sue idee di libertà e contrarietà al vaccino, come altri milioni di persone. Stiamo parlando di una persona molto intelligente che credeva molto nelle proprie posizioni e nella libertà. Le difendeva attraverso i social e con gli amici. E fino alla fine, va detto, ha sempre minimizzato la malattia che ha preso. L'ha sottovalutata, dicendo che era un'influenza. Diciamo che in questo - sottolinea ancora l'amico - M. è stato drammaticamente coerente. Si è ammalato di recente - continua - quando è accaduto io stavo lavorando proprio con lui. Ho seguito l'intero decorso. In dieci giorni è finito in ospedale, in altri quattro o cinque è morto. Quindi dal primo colpo di tosse all'ultimo respiro sono passate due settimane.

 

L'ultima volta che l'ho sentito in chat - conclude l'amico - è stata mercoledì. Era sotto ossigeno in Terapia intensiva, mi aveva mandato una foto». L'imprenditore Stefano Versace, fondatore negli Usa dell'omonima catena di gelaterie e amico personale di D.V., ha pubblicato un toccante post a riguardo. Parole che suggeriscono anche una riflessione sull'informazione. «È facile puntare il dito contro un uomo che ha scelto di non vaccinarsi e poi muore di Covid», ha osservato l'imprenditore. «Più difficile» è «chiedersi invece cosa è successo di sbagliato proprio al sistema dell'informazione. Come possa accadere che una persona intelligente, un ottimo professionista, finisca per diventare vittima di un flusso continuo di fake news che lo invitano a non tutelare la propria salute»