Cultura, società - Generalità, varie -  Trisolino Luigi - 05/11/2015

UNA FOLATA DI CENERE E PAROLE – Luigi TRISOLINO

Nei momenti in cui non trovo le parole
cerco la mia anima.
E cerco in te, ma non la trovo,
giacché ancora non hai rubato
il giovincello libertinare al mio destino.
Poi cerco tra le cose che palpando 
faccio cascare, rovinosamente a terra,
come quando atterro al sotterraneo dell"essere,
con le mie remote o tarde certezze umane.
E nell"afa d"estate, allo scorrer delle sabbie
in una clessidra senza tempo, ogni affanno trema.
Ma, inaspettatamente, tra quelle sabbie unte
e rovinate dal tempo, scomposte come lenzuola 
bollenti in un letto d"ultimatum tra amanti,
rivedo, cocci infami di brame ormai scorse.
E i sogni di ieri son le tombe dell"oggi.
E ancor non trovo le parole…..
E continuo a seguire istintive comete
verso la mia anima che sento ancor viva.
Fuori da questo labirinto
di nubi e psichi buffone
annuso il ticchettio impotente di sbiaditi 
contatori del tempo, ch"ormai soffre,
esterrefatto e vinto, la sua battaglia perduta.
Non ho più tempo, perché non ho più fretta.
Nessun"ansia, nessun rimpianto
ove il tempo è scomparso; 
nessun rimorso: tutto il dovuto è arso.
E non ci son fantasmi arrivisti,
né inacidite acque lente di morte nel buio.
Scorre dolce e soavemente mi serpeggia, intorno, 
anzi, un sibilo di luce che m"invade. 
Vedo altari di pietra, scorgo lieti fanciulli
giocare più in là, felici, e ragazze speranzose
dinnanzi alle danze dei venti, sospirare piano
attendendo le sorti avventuriere dell"amore.
Sulla costa un profumo di salsedine,
e la pelle inumidita dalle gioie sott"il sole sottile.
Mi chiama, mi volto. Non vedo alcuno. 
Ma continuo a voltarmi girando intorno
come per gioco, dato che non ho fretta. Ora. 
Mi sussurra turchine malizie
che deliziano e solleticano i miei sorrisi.
Eccola! È lei. Candida, allegra, finalmente,
la speranza. Divina maestra e promessa sposa.
Fiorito lo sguardo all"orizzonte di quiete. 
Eccomi, in uno spazio infinito
senza tempo e senza misura
ho incontrato, la preziosa prigioniera, 
che rinchiudevo nei sotterranei del mio essere, 
immobile tra gli striduli sottofondi 
ch"oscuravano i miei vitali propizi silenzi d"immenso. 
La vita, così, senza saperlo,
ci ha dichiarati marito e moglie. Per sempre. 
Finché maledetta clessidra omicida
non ci separi, giacché la morte non esiste:
poiché è solo, semplicemente un vestito di carne 
di noi che cade giù. E diventa cenere,
per fare come i nostri bisnonni il bucato
al sole delle nostre verità, avendo chiare le fattezze dell"anima,
in un giorno d"eterno oltre la ragione della parola…..
… vivamente tra gli echi, e le brezze, 
di voci defunte che gridavano alla ricerca 
di paradisi ove perdere i propri folli perché.

 

 

Sabato 23 Giugno 2012; ore 00;45

Luigi Trisolino

(poesia vincitrice della Sezione giovani del IX Concorso letterario "La Forza delle Parole: Chiara D"Anna 2012")




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