Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Letizia Davoli - 04/04/2018

Unione civile e riconoscimento della cittadinanza italiana: il primo caso a Reggio Emilia.

Grazie alla legge sulle unioni civili (c.d. legge Cirinnà – Legge 76 del 20/05/16), le coppie dello stesso sesso, sposate o unite civilmente all’estero, possono trascrivere la loro unione in Italia.
Ma la trascrizione in Italia quale unione civile apre anche ad ulteriori possibilità.
L’art. 1, comma 20 della citata legge prevede infatti che “.. le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso”.
Ne deriva che, a seguito della trascrizione del matrimonio celebrato all’estero, il partner o la partner non italiano/a possa richiedere ed ottenere la nostra cittadinanza.
In virtù del citato principio di uguaglianza, deve infatti trovare applicazione la stessa procedura già prevista in caso di matrimonio tra coppie eterosessuali.
E’ quanto avvenuto per la prima volta a Reggio Emilia il 30/03 u.s.
Il caso ha riguardato un uomo di nazionalità straniera che si era sposato in Portogallo con un partner dello stesso sesso, ma di nazionalità italiana.
Il matrimonio celebrato in Portogallo è stato trascritto come unione civile in Italia e ciò ha permesso al partner straniero, anch’esso residente in Italia, di acquisire il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana.
Un motivo di orgoglio per una città che dimostra di essere sempre più “città delle persone”.