Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 14/05/2020

Usucapione: incidenza sulla prova della c.d. “tolleranza”

In materia di acquisto per usucapione di diritti reali immobiliari, poiché l'uso prolungato nel tempo di un bene non è normalmente compatibile con la mera tolleranza - essendo quest'ultima configurabile, di regola, nei casi di transitorietà e occasionalità, in presenza di un esercizio sistematico e reiterato di un potere di fatto sulla cosa -, spetta a chi lo abbia subito l'onere di dimostrare che lo stesso è stato dovuto a mera tolleranza e la relativa eccezione non può - inoltre - esser qualificata come eccezione in senso stretto; la stessa, pertanto, è suscettibile di eduzione - ovvero di rilievo ufficioso - per la prima volta anche in grado di appello, sempre che la prova dei relativi fatti emerga dal materiale istruttorio formatosi

 “nel rispetto del principio delle preclusioni istruttorie” (Cassazione civile, sez. II, 06/12/2018, n. 31638, Guida al diritto 2019, 10, 59; cfr. anche Cassazione civile, sez. II, 04/06/2019, n. 15183, Diritto & Giustizia 2019, 5 giugno).

Peraltro, la parte che rivendichi la costituzione per usucapione di una servitù di passaggio sul fondo del prossimo congiunto - a differenza di quanto accade nei rapporti tra estranei - non può limitarsi ad accreditare il verificarsi del passaggio per il periodo ultraventennale, per soddisfare l'onere probatorio circa la sussistenza del possesso ad usucapionem, ma è invece tenuto a distinguere il passaggio esercitato in forza di tolleranza del proprietario da quello esercitato uti dominus, valorizzando solo quest'ultimo al fine di verificare la maturazione del termine minimo per usucapire il diritto - si veda, amplius, Riccardo Mazzon, Usucapione di beni mobili e immobili, terza edizione, Rimini 2020 -.