Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 18/05/2020

Usucapione: mantenere un fabbricato a distanza inferiore di quella legale e usucapione da parte del comproprietario

In tema di violazioni delle distanze legali, il proprietario che lamenti la realizzazione di un manufatto su un fondo limitrofo a distanza non regolamentare deve dare prova solo del fatto della costruzione e di quello della dedotta violazione, mentre il convenuto, che affermi di avere acquisito per usucapione il diritto di mantenere il suo fabbricato a distanza inferiore a quella legale per avere ricostruito un edificio preesistente "in loco", deve dimostrare la sussistenza degli elementi costitutivi dell'acquisto a titolo originario (conforme: Cassazione civile, sez. II, 11/06/2018, n. 15041, Giustizia Civile Massimario 2018), vale a dire la presenza, per il tempo indicato dalla legge, del manufatto nella stessa posizione e l'assoluta identità fra la nuova e la vecchia struttura - si veda, amplius, Riccardo Mazzon, Usucapione di beni mobili e immobili, terza edizione, Rimini 2020 -.

In materia di usucapione di un bene in comproprietà da parte di uno dei comproprietari, la volontà di possedere uti dominus e non uti condominus non può desumersi dal fatto che il comunista abbia utilizzato il bene comune provvedendo al pagamento e alla manutenzione, sussistendo una presunzione iuris tantum che egli abbia agito nella sua qualità e che abbia anticipato le spese anche relativamente alla quota degli altri.

Pertanto, il comproprietario che invochi l'usucapione ha l'onere di provare che il rapporto materiale con il bene si è verificato con palese manifestazione della volontà in modo da escludere gli altri dalla possibilità di instaurare analogo rapporto con il bene, dovendo atteggiarsi quale proprietario esclusivo dell'intero bene e non della propria quota, manifestando, altresì, tale volontà in modo inequivoco anche agli altri comproprietari, non essendo sufficiente che essi si astengano dal godimento del bene.

Ad esempio, Tribunale Bari, sez. I, 30/07/2018, n. 3356 (Guida al diritto 2019, 10, 64) ha rigettato la richiesta di usucapione dell'attore, comproprietario di un appartamento insieme al fratello a seguito di lascito ereditario, in quanto nonostante questi abbia avuto possesso continuato e pubblico del bene e ne abbia curato la manutenzione per oltre vent'anni, non aveva fornito la prova della volontà di escludere dal compossesso il fratello.