Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Laura Tavelli - 10/12/2019

Valutazione delle elezioni europee del 2019 su scala italiana e locale

26 maggio 2019 - A livello nazionale, il primo dato in evidenza è la conferma dell’andamento sinusoidale dei flussi elettorali delle varie liste.
Nel 2009 il Pdl di Berlusconi ricevette il 35,26% dei voti, ma quattro anni dopo, alle politiche del 2013, solo il 21,56%.
Nel 2014 il Pd ricevette il 40,8%, ma 4 anni dopo, alle politiche del 2018, il 18,76%: una diminuzione di oltre la metà dei voti. Alle stesse politiche del 2018, il M5S ebbe il 32,68% ed oggi, dopo solo un anno, il 17%.
Ormai è una costante che dura da 10 anni: picchi straordinari seguiti da rovinose cadute in pochissimo tempo, in sintonia con i flussi economici e con la domanda dei cittadini che muta velocemente.
E così, anche in politica, gli italiani sembrano alla costante ricerca di un nuovo leader del sistema politico, che possa rispondere alle loro aspettative ed ai lori bisogni: prima hanno provato con Forza Italia, poi con il Pd, in seguito con il M5S ed ora con la Lega.
Sicuramente, stante il repentino cambiamento, si denota una certa insoddisfazione verso i governanti che si sono succeduti nel tempo.
Il susseguirsi velocissimo di illusioni e delusioni non fa altro che rendere ancora più veloce l’ascesa e la successiva e inevitabile caduta. Ma del resto, ormai è tutto veloce, tutto si rincorre e del domani, ma proprio del domani, non vi è certezza. E’ un business: vince chi riesce a interpretare i bisogni del momento e magari latenti dei cittadini, connettendo tra loro la domanda e l’offerta, riorganizzando l’offerta e promuovendo e organizzando la domanda individuale.
E così, non poteva essere altrimenti:
a. La Lega cresce a sfavore di una Forza Italia, ormai allo stremo delle forze;
b. Il M5S subisce una perdita a favore della Lega e del Pd;
c. Forza Italia si svuota a favore della Lega e di FdI;
d. Il Pd recupera sensibilmente e conquista l’agognato secondo posto grazie a un flusso di voti provenienti dal M5S;
e. La destra e la sinistra estreme, praticamente, non esistono;
f. L’astensionismo si attesta al 44% con circa 21 milioni di Cittadini che non si sono presentati ai seggi elettorali;
g. Gli elettori che non sanno chi votare o non vogliono votare i partiti in lista si attestano a 410.715 e le schede bianche e gli elettori che non hanno votato in modo corretto sono 576.698, forse non sapendo che il Presidente di seggio, su richiesta, può sostituire la scheda votata erroneamente o che presenti segni che la renderebbero nulla: numeri alquanto irrisori.
Del resto la politica della Lega, attualmente, è trainante: tutti temi cari al cittadino di ora, come la lotta all’immigrazione, la legittima difesa, il decreto sicurezza. Vero anche che il M5S ha servito la vittoria, al suo partner di governo, su un piatto d’argento! e proprio a suo discapito, dal quale gli elettori sono letteralmente fuggiti, non avendo trovato un riscontro alle loro aspettative o bisogni e così anche per FI, che non ricorda il tempo di una percentuale così bassa e, forse, mai avuta.
Fratelli d’Italia, apparentemente, sembrerebbe avanzare in modo preponderante, ma analizzando i dati bisognerebbe tener conto anche del numero complessivo dei voti validi di FdI, che è calato di ben oltre 6.000.000: comunque un dato certo è che, ad oggi, Lega e FdI insieme arrivano oltre al 40%.
ll Pd, per ora, rincorre il vincitore e ritorna ad essere sotto i riflettori: del resto un peggior risultato del 2018, non poteva aspettarselo, o forse sì? Sta di fatto che è ritornato alla ribalta: ma per meriti propri o per politiche completamente errate dei suoi avversari? Sembrerebbe, tuttavia, che rimanga ancora vincitore indiscusso alle amministrative, ma ben si sa, che elezioni politiche ed amministrative comunali non vanno di pari passo!
Medesimo trend, per le europee, lo si evince anche sul territorio di Desenzano e nei paesi limitrofi, dove la Lega trionfa con un 42,44%, irrompendo a Lonato e Pozzolengo con un oltre 50%. E pensare che a Desenzano, alle europee del 2014, aveva un consenso del solo 11,6%!
Forza Italia a Desenzano da un 17,6 passa ad un 10,20%, ma perde anche 3 punti di consenso nei paesi confinanti.
Un sorprendente, anche se non troppo, FdL che dal 3,2% si attesta al 6,51%.
Una caduta esponenziale per il Pd che dal 41% del 2014, passa ora ad un 21,53% ed il M5S che dal 17,6% passa alla stessa percentuale, o quasi, di FI, cioè al 10,9%, ma che, alle politiche dello scorso anno, aveva visto le stelle con un circa 21%.
Insomma ad oggi i dati danno per vincente e in crescita costante la Lega, ma sarà in grado di mantenere tale consenso a lungo periodo? O sarà una come tante altre meteore?