Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Annalisa Gasparre - 20/03/2020

Violenza sessuale in spiaggia: no all’attenuante – Cass. pen. 36386/19

Un uomo è stato condannato per aver costretto una donna che passeggiava, alle 7 del mattino, in spiaggia a subire atti sessuali e provocandole lesioni personali.
Lamentata la mancata concessione della circostanza per i casi di minore gravità, la corte di cassazione ha precisato che la brutalità dell’aggressione è stata tale da aver provocato lesioni personali e, inoltre, la sostanziale immobilità derivata dall’aggressione ha impedito ogni possibile reazione difensiva, comportando una non marginale lesione alla libertà sessuale della vittima.
Aggiunge la corte che “ai fini della configurabilità della circostanza per i casi di minore gravità, deve farsi riferimento a una valutazione globale del fatto, in cui assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e mentali di questa, le sue caratteristiche psicologiche, così da potere ritenere che la libertà sessuale della persona offesa sia stata compressa in maniera non grave, e che il danno arrecato alla stessa anche in termini psichici sia stato significativamente contenuto, il che è stato escluso nel caso di specie”.