Cultura, società - Cultura, società -  Redazione P&D - 06/06/2020

Whatsapp e bambini - Stefania De Canonico

Ad un certo punto della nostra infanzia io e la mia amichetta Laura, che viveva nel mio stesso condominio nell’appartamento al piano di sopra, comunicavamo attraverso dei messaggi che facevano su e giù dai nostri terrazzi in una bustina trasparente appesa ad un filo di spago.

Mia madre si mostrò preoccupata fin da subito per la scelta di questo nostro nuovo modo di comunicare, mettendomi in guardia sul fatto che questa continua disponibilità di comunicazione, accompagnata dall’impossibilità di interfacciarci ci avrebbe portato a discutere.

Mia madre aveva ragione e al primo litigio prese le forbici e tagliò il filo di spago, costringendo me e Laura a tornare a parlare guardandoci in faccia, a riflettere prima di dire qualsiasi cosa, ad apprezzare l’attesa.

Come mia madre allora aveva paura di quel filo io oggi ho paura del messaggiare attraverso WhatsApp dei nostri ragazzi.

Gli stessi ideatori di questo sistema di messaggistica ne sono preoccupati tanto che si sono premurati di vietarne l’uso ai minori di 16 anni, considerando una violazione dei termini di utilizzo la registrazione di un account per conto di un minorenne e la sua creazione con false informazioni, arrivando ad esortare i genitori a segnalare eventuali account creati da figli minorenni così da poter procedere all’immediata disattivazione dello stesso.

Eppure vedo bambini delle scuole elementari e ragazzi delle scuole medie utilizzarlo e mi domando perché quei genitori non sono preoccupati? cosa stiamo insegnando ai nostri ragazzi? Gli stiamo insegnando che le regole, il ragionamento che ne è alle basi e il loro significato non hanno valore e con questa premessa stiamo mettendo in mano ai nostri figli strumenti che non sono in grado di gestire. Strumenti che li conducono faccia a faccia con realtà a cui andrebbero accompagnati.

Vogliamo davvero che il primo approccio alla sessualità dei nostri figli sia una fotografia pornografica trovata sul Web e condivisa in chat con gli amici? Sono davvero i nostri figli in grado di elaborare tutto ciò che gli mettiamo a disposizione? Sono in grado di gestire tutto questo? io credo di no!

Allora perché noi genitori non riusciamo ad insegnare ai nostri figli il rispetto e il valore delle regole? Perché non siamo in grado di tagliare quel filo che mia madre tanti anni fa, con un’estrema facilità, tagliò? Che cosa è cambiato? Perché noi che difendiamo a spada tratta i nostri figli da chiunque osi rimproverarli, non siamo più in grado di metterli in condizione di difendersi da soli dai pericoli della vita?