Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2015-10-10

ASL: GARE E CENTRALI DI COMMITTENZA – Cons. St. 4638/15 – Alceste SANTUARI

Le ASL non possono procedere ad acquisti autonomi

Le ASL devono coordinarsi con le centrali di committenza regionale

Legittima dunque la delibera del D.G. di una ASL di revocare la gara senza previa autorizzazione della centrale di committenza regionale

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 5 ottobre 2015, n. 4638 ha affrontato un tema innovativo: la possibilità per una ASL di procedere ad effettuare acquisiti di servizi senza un raccordo previo con la centrale di committenza regionale.

Il caso origina dal ricorso presentato da un consorzio davanti al T.A.R. per la Campania contro la delibera con la quale il direttore generale di una ASL aveva annullato d'ufficio la precedente delibera, con la quale era stata bandita la gara di un "global service" per fornitura di servizi di pulizia e sanificazione – servizi integrati di assett management – ausiliariato – servizio OSS – servizio di preparazione e distribuzione degli antiblastici – conduzione, gestione e manutenzione impianti tecnologici avanzati – servizi di archiviazione, nonché la nota con la quale la Società Regionale per la Sanità aveva invitato l"ASL ad annullare in autotutela la delibera con la quale era stata indetta la gara in questione.

Il T.A.R. per la Campania, Sede di Napoli, Sezione I, con sentenza n. 1227 del 23 febbraio 2015 ha respinto il ricorso. Il giudice di prime cure ha riconosciuto "l"illegittimità della procedura, in quanto autonomamente indetta dall"Azienda sanitaria senza la previa autorizzazione della centrale di committenza regionale, in violazione dell"art. 6, comma 15 bis, della legge regionale n. 28 del 24 dicembre 2003 (come successivamente modificata ed integrata dalle LL.RR. n. 4 del 2011, n. 3 del 2012, n. 5 del 2013)." Il Tar riconosce che la nota della società regionale di committenza era altresì finalizzata alla "razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica sottesa alla normativa in tema di spending rewiev, che dà adeguatamente ragione dell"interesse pubblico presidiato dalla segnalata legislazione regionale".

Il T.A.R. ha ritenuto inoltre infondato anche un altro motivo del ricorso: il consorzio ricorrente ha contestato il fatto che, avendo l"ASL in parola partecipato alla procedura indetta dalla Regione Campania per il finanziamento, con fondi strutturali europei, di interventi in tema di fonti alternative di energia e di efficientamento energetico degli edifici pubblici, l"autorizzazione della centrale di committenza regionale non era necessaria o, comunque, era già stata implicitamente assentita con l"approvazione del progetto ad opera dell"Amministrazione regionale, rispetto alla quale la società regionale si caratterizza alla stregua di "società strumentale in house".

Il Consiglio di Stato ha respinto l"appello motivando come segue la propria decisione:

  1. la concessione da parte della Regione del finanziamento per la realizzazione, con fondi strutturali europei, di interventi in tema di fonti alternative di energia e di efficientamento energetico degli edifici pubblici (e l"autorizzazione all"esecuzione dei relativi interventi) non poteva includere alcuna autorizzazione a svolgere, in deroga alla legislazione regionale, una procedura di gara che aveva tutt"altro oggetto e che includeva solo per una piccola frazione anche gli interventi di efficientamento energetico oggetto del finanziamento;
  2. la valutazione positiva del progetto presentato ai fini dell"erogazione del contributo per l"efficientamento energetico non escludeva lo svolgimento di una gara, volta all"individuazione dell"operatore economico deputato alla realizzazione del Global Service e che tale gara dovesse avvenire nel rispetto di tutte le prescrizioni imposte dalla vigente normativa, a cominciare dalla necessaria acquisizione dell"autorizzazione prevista dall"art. 6, comma 15 bis, della legge regionale n. 28 del 2003 (autorizzazione da parte della centrale di committenza regionale).

La sentenza in commento, dunque, ribadisce il vincolo di "dipendenza" delle singole stazioni appaltanti con le centrali di committenza, così confermando la necessità per le P.A. di integrare le funzioni di programmazione dei servizi da affidare all"esterno.



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