Changing Society, Generalità, varie -  Ziviz Patrizia - 2014-01-10

ASN - LETTERA APERTA ALLA COMMISSIONE DI DIRITTO PRIVATO Patrizia ZIVIZ

Rientro nel novero di quei candidati all"abilitazione di prima fascia nel settore 12/a1 – Diritto privato - che, nel pomeriggio del 24 dicembre, si è visto recapitare quale dono di Natale il giudizio di non idoneità.

La lettura del giudizio mi ha sorpreso: scoprivo, infatti, che – pur essendo presenti nel mio curriculum 112 pubblicazioni – ne avevo sottoposte alla Commissione, in luogo del numero massimo di 18, soltanto 17: così, in effetti, si afferma nel giudizio del Presidente, il cui testo è stato riproposto pedissequamente quale giudizio collettivo della Commissione.

Avendo, improvvidamente, lasciato la mia domanda di abilitazione nei cassetti della scrivania universitaria, ho dovuto attendere la riapertura post-festiva degli uffici per poter verificare che, come ricordavo, le pubblicazioni da me presentate erano in realtà 18 (come peraltro documentato dal giudizio di altri tre dei commissari).

La casualità vuole che – essendo la fortuna cieca – la pubblicazione trascurata dal Presidente fosse proprio la mia opera principale: una monografia di 600 pagine intitolata "Danno non patrimoniale. Evoluzione del sistema risarcitorio" edita nel 2011 da Giuffrè.

Sono certa che l"esame di tale monografia non avrebbe modificato il giudizio negativo formulato a mio carico.

A contare, infatti, non è affatto il numero di opere presentate. Prova ne sia – come tutti possono verificare consultando i risultati – che esistono candidati (coetanei, ma ben più valenti della sottoscritta) giudicati idonei a fronte della presentazione di 8 ovvero 7 opere, evidentemente dotate di un dirompente impact factor.

A contare, dunque, è la sostanza. E lo studio in questione era pur sempre un"opera riguardante il danno non patrimoniale: un tema che va a confermare la scarsa varietà di interessi della candidata (considerato che la trattazione dello stesso ha richiesto di indagare esclusivamente nel campo dei rapporti familiari, del mobbing, dell"ambiente, dell"animale d"affezione, della casa d"abitazione, della malpractice medica, della perdita della vita, dell"inadempimento, degli atti di discriminazione, della nascita indesiderata, del danno all"immagine della p.a., dei diritti della personalità, e via dicendo).  Per cui avrebbe trovato senz"altro conferma la valutazione delle pubblicazioni scientifiche, quale espressa nel giudizio collegiale della Commissione,  nei termini di "limitata per qualità della produzione scientifica sulla base dell"originalità, del rigore metodologico e del carattere innovativo".

Tale opera è stata certamente ignorata per un errore, che spesso -  per citare Talleyrand -   è peggio di un crimine.

Mi sarei aspettata un esame più accurato, che non ignorasse quella monografia la quale rappresenta il frutto finale di una ricerca sviluppata nell"arco di vent"anni, con partecipazione propositiva e costante al dibattito sviluppatosi in dottrina e in giurisprudenza - dai giudici di pace alle Sezioni Unite e alla Corte costituzionale - a seguito della creazione (della quale vado annoverata tra gli artefici) del danno esistenziale. Un minimo di attenzione, dunque: indispensabile, in ogni caso, a tutelare la mia dignità di studiosa.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati