Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2014-09-19

ASSEGNO DIVORZILE ALTO PER LA CASALINGA - CASS. 19529/2014 - Valeria MAZZOTTA

L"assegno di divorzio per l"ex coniuge casalinga, senza reddito, e che abbia dedicato la propria vita alla cura della famiglia, va quantificato tenendo conto della disparità della posizione economica rispetto all"ex marito, ma anche della dedizione prestata all"allevamento e all"educazione dei figli.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19529/2014, rigettando il ricorso di un uomo contro il provvedimento della Corte d'appello di Roma che aveva stabilito un assegno divorzile per l"ex moglie pari a 10mila euro mensili. I giudici di merito avevano fondato la decisione sul fatto che la donna durante il matrimonio non aveva mai lavorato e, a parte essere proprietaria di un immobile, non godeva di alcun reddito. Al contrario il marito era un libero professionista e dalla propria attività traeva guadagni molto elevati. Inoltre, i Giudici attribuiscono rilevanza ai compiti di accudimento della figlia da parte della donna, svolti in misura prevalente per tutta la vita matrimoniale.

Secondo la Cassazione, «il diritto del coniuge all'assegno divorzile dev'essere accertato verificando la disponibilità da parte del richiedente di mezzi economici adeguati a consentirgli il mantenimento di un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, mentre la liquidazione dell'importo dovuto, una volta riconosciuto il relativo diritto per non essere il coniuge richiedente in grado di mantenere con i propri mezzi detto tenore di vita, dev'essere compiuta valutando in concreto, anche in rapporto alla durata del matrimonio, le condizioni dei coniugi, le ragioni della decisione, il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, il reddito di entrambi».
I giudici di merito hanno applicato correttamente i citati criteri, avendo confrontato la precaria situazione economica della moglie con quella assai più solida del marito, e concludendo « per la configurabilità di un apprezzabile deterioramento delle condizioni economiche dell'intimata, in conseguenza dello scioglimento del matrimonio, tale da giustificare l'imposizione a carico del ricorrente dell'obbligo di corrispondere un contributo volto a ristabilire l'equilibrio tra le parti».

Parimenti rilevante ai fini della quantificazione dell"assegno, nel caso di specie, anche la cura e l'educazione della figlia cui la donna era stata dedita sin dalla nascita.

testo tratto da cassazione.net



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