Articoli, saggi, Matrimonio, famiglia di fatto -  Redazione P&D - 2017-05-11

Assegno divorzile: la fine di un'epoca. Un'analisi senza toga! - Maria Beatrice Maranò

Assegno divorzile: la fine di un'epoca.
Un'analisi senza toga!

Con la sentenza pubblicata ieri la n.11504 del 2017, Relatore Dott Antonio Pietro Lamorgese , si mette fine ad un'epoca , il criterio dell'autosufficienza e non quello del tenore di vita, diventa il parametro per l'assegno divorzile e l'autosufficienza va valutata con riferimento a cespiti mobiliari , immobiliari, attività' lavorativa e possibilità di procurarsela. Tanti i commenti dei tecnici del diritto che fioccano per ogni dove, e così la mia è una riflessione di persona più che di giurista. Da donna che ha sempre apprezzato molto chi si fa in quattro per guadagnare il companatico quotidiano, tiro, nella mia interiore camera di consiglio, un respiro di sollievo perchè mi pare pure giusto smettere di considerare il matrimonio un'assicurazione sulla vita, peró in certe circostanze questo principio finirà con il penalizzare proprio quelle donne che più si sono spese per la famiglia. Penso a tutte quelle signore che con solerzia, durante il matrimonio, hanno lavorato fuori e dentro le mura domestiche o pur non lavorando fuori casa abbiamo apportato ingenti sostanze mobiliari e immobiliari impoverendosi, ( senza preoccuparsi di conservare le prove della preesistenza di tali sostanze al matrimonio o di dispersione del denaro ricavato in caso di vendita , prove che,  noi avvocati, pretendiamo ad ogni costo, dai nostri clienti e che spesso sono difficili da fornire perché le operazioni si svolgono in tempi non sospetti ), ció al fine di supportare la famiglia anche in presenza di mariti agli inizi della loro carriera: e lo hanno fatto in prospettiva di un tenore complessivo della famiglia migliore ma, soprattutto, per lungimiranza, auspicando una vecchiaia serena, e ora, magari, dopo aver avuto il coraggio e la forza di mettere alla porta o di costringere a decisioni mariti fedifraghi da sempre, si vedono private di ció che era loro e che hanno messo a disposizione per il benessere della famiglia. Senza dubbio questa sentenza è invece premiante per quelle donne che hanno scelto deliberatamente di non lavorare magari adducendo di volersi dedicare alla famiglia quando forse era solo più comodo e più semplice non farlo o quelle donne che non hanno apportato alcunche' alla famiglia sotto il profilo economico immobiliare e mobiliare , ed in alcuni casi anche affettivo, a quel punto l'autosufficienza economica sarà comunque un criterio sufficiente per farle assegnare un cospicuo mantenimento o perchè chiudano tutti e due gli occhi, e non uno  soltanto,  di fronte ai tradimenti del marito.Insomma il matrimonio non è un assicurazione sulla vita ma se ben utilizzato, con una conoscenza approfondita di leggi e sentenze puó diventare lo strumento per gentili signore adatte ad interpretare, senza avere nella loro vita mai faticato, la parte della Volumnia Roberti leopardiana. Per chi è poco avvezzo agli studi umanistici: Volumnia Roberti chi è costei ? La marchesa Roberti  è la celebre destinataria della lettera alla befana di G. Leopardi ..."Carissima Signora, Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra Conversazione, ma la Neve mi ha rotto le Tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fer­marmi un momento per fare la Piscia nel vo­stro Portone, e poi tirare avanti il mio viag­gio. Bensì vi mando certe bagatelle per code­sti figlioli, acciochè siano buoni ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, que­st"altro Anno gli porterò un po" di Merda. Veramente io voleva destinare a ognuno il suo regalo, per esempio a chi un corno, a chi un altro, ma ho temuto di dimostrare parzia­­lità, e che quello il quale avesse li corni curti invidiasse li corni lunghi. Ho pensato dun­que di rimettere le cose alla ventura, e farete così. Dentro l"anessa cartina trovarete tanti biglietti con altrettanti Numeri. Mettete tut­ti questi biglietti dentro un Orinale, e mi­schiateli bene bene con le vostre mani. Poi ognuno pigli il suo biglietto, e veda il suo nu­mero. Poi con l"anessa chiave aprite il Baul­le. Prima di tutto ci trovarete certa cosetta da godere in comune e credo che cotesti Si­gnori la gradiranno perché sono un branco di ghiotti. Poi ci trovarete tutti li corni segna­ti col rispettivo numero. Ognuno pigli il suo, e vada in pace. Chi non è contento del Cor­no che gli tocca, faccia a baratto con li Corni delli Compagni.Se avvanza qualche corno, lo riprenderò al mio ritorno. Un altr"Anno poi si vedrà di far di meglio. Voi poi signora Carissima,avvertite in tut­to quest"anno di trattare bene cotesti signo­ri, non solo col Caffe che già si intende, ma ancora con Pasticci, Crostate, Cialde, Cial­doni, ed altri regali, e non siate stitica, e non vi fate pregare, perché chi vuole la conversa­zione deve allargare la mano, e se darete un Pasticcio per sera sarete meglio lodata, e la vostra Conversazione si chiamerà la Con­versazione del Pasticcio. Frattanto state alle­gri, e andate tutti dove io vi mando, e restate­ci finché non torno ghiotti, indiscreti, soma­ri scrocconi dal primo fino all"ultimo. La Befana ". Ovviamente questa distinzione tra uomini e donne è superata, potendosi, oggi di frequente assistere allo scambio dei ruoli."
Come sempre le sentenze anche quelle di legittimità ( ormai è frequente in questa materia) vanno applicate cum grano salis e adattandole al caso concreto !
E soprattutto l'amore, la sintonia , l'empatia , il desiderarsi anche inventandosi ...il condividere interessi ...il sostenersi non solo materialmente ma anche intellettivamente che sono o dovrebbe essere alla base di un matrimonio, dove vanno a finire?
Ripenso a "I giorni dell'abbandono", bellissimo film tratto dall'omonimo, coinvolgente romanzo di Elena Ferrante. Al centro della storia una donna apparentemente normale, Olga (Margherita Buy), sposata con un ingegnere, Mario (Luca Zingaretti) e madre di due bambini simpatici e svegli.  Ma la sua tranquillità è sconvolta quando, in un sera come tante, il marito le dice che sente un "senso di vuoto", e che per questo deve andarsene di casa, invocando il solito chiché della "pausa di riflessione". Olga si ritrova abbandonata, depressa, incapace di badare ai figli, in preda alla sue paure. Timori che si materializzano anche nella sua professione di traduttrice ed in particolare con una proiezione della sua mente,  attraverso una immedesimazione nella figura della "poverella" che dovrebbe essere la protagonista del romanzo di cui sta curando la traduzione italiana. Una discesa all'inferno, dunque, lenta e inesorabile, che diventa un incubo quando Olga scopre cosa c'è dietro il " senso di vuoto" di Mario e cioè una ragazzina poco più che maggiorenne (Gaia Bermani Amaral). Ma è proprio a questo punto che comincia, faticosa, la risalita: attraverso il recupero del rapporto con i figli, in primo luogo, e poi grazie a un vicino di casa (interpretato dal celebre musicista Goran Bregovic) che, segretamente, tiene a lei. Nel film c'è' un dialogo particolarmente toccante tra i protagonisti. La protagonista femminile interpretata dalla Buy chiede al protagonista maschile alias Zingaretti : " Ma cosa c'è' in me che non andava più?" E lui risponde : " Non c'era nulla ...l'amore finisce ed io sentivo il bisogno di essere amato".
Dietro ogni sentenza ...ci sono storie, dolori, riflessioni percorsi interiori di crescita ...dietro ogni sentenza ci sono le persone ...: non dimentichiamolo mai...anche quando indossiamo la toga!



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