Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-05-09

ASSEMBLEA DEL CONDOMINIO: LE RESPONSABILITA' DEL DELEGATO - Riccardo MAZZON

I rapporti tra il rappresentante, intervenuto in assemblea, ed il condomino rappresentato erano disciplinati, in difetto di norme particolari – ma si veda, oggi, con contenuto, in ogni caso, non più di tanto innovativo, il nuovo dettato dell'articolo 67 delle disposizioni d'attuazione al codice civile: cfr., amplius, il capitolo venticinquesimo del presente lavoro -, dalle regole sul mandato, con la conseguenza che l'operato del delegato, nel corso dell'assemblea, non era nullo e neppure annullabile, ma inefficace nei confronti del delegante, fino alla ratifica di questi;

"tale inefficacia (temporanea) non è tuttavia rilevabile d'ufficio, ma solo su eccezione del condomino pseudo – rappresentato" (Cass., sez. II, 7 luglio 2004, n. 12466, GCM, 2004, 7-8).

Solo il regolamento di condominio, in difetto di alcuna previsione legislativa al riguardo, poteva limitare il numero di deleghe da attribuire ad una stessa persona (ma si veda, oggi, sul punto, il nuovo dettato dell'articolo 67 delle disposizioni d'attuazione al codice civile: cfr., amplius, il capitolo venticinquesimo del volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013)

"in tal caso, la violazione della norma regolamentare dà luogo ad annullabilità della delibera" (Trib. Barcellona 5 dicembre 1994, ALC, 1995, 652).

Si rammenti, inoltre, come è consueto opinare che, se un condomino conferisce ad un avvocato l'incarico di rappresentarlo ed assisterlo nell'assemblea del condominio, per la remunerazione del professionista trova applicazione la tariffa degli avvocati e procuratori in materia stragiudiziale:

l'attività del professionista, avendo natura tecnica e non meramente esecutiva, rientra come tale nella sfera delle prestazioni per le quali trova applicazione la tariffa" (Cass., sez. II, 1 febbraio 1994, n. 973, GCM, 1994, 98).

La dichiarazione di volontà, espressa in nome del delegato, può essere diversa da quella espressa dal delegante a proprio nome; tale dichiarazione, al fine della validità di una delibera condominiale - ed in particolare in ordine al raggiungimento del "quorum" necessario per la votazione - è

"pienamente legittima, oltre che non contraddittoria" (Trib. Milano 21 maggio 1990, ALC, 1991, 620).

Quanto alla delega conferita da un comproprietario, è stato deciso che la delega a partecipare all'assemblea condominiale conferita da un condomino ad un terzo si presume conferita

"anche dal coniuge comproprietario dell'unità immobiliare" (Trib. Milano 17 novembre 1988, ALC, 1989, 726).



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