Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2014-03-14

ASSEMBLEA DI SRL: LA FACOLTA' DEL SOCIO DI FARSI RAPPRESENTARE - Riccardo MAZZON

Qualora l'atto costitutivo non disponga diversamente, il socio

"in materia di comproprietà di una partecipazione in società a responsabilità limitata, disciplinata dall'art. 2468, ult. cpv., c.c., il diritto di intervento in assemblea e il diritto di voto competono in via esclusiva al rappresentante comune; di contro, il singolo comproprietario non è legittimato ad intervenire in assemblea e a votare, conseguendone altrimenti l'annullabilità della relativa deliberazione nella ricorrenza dei presupposti di cui all'art. 2377 comma 5, n. 2, c.c., applicabile alle s.r.l. in virtù del richiamo operato dall'art. 2479-ter, ult. cpv., c.c." (Trib. Catanzaro, sez. I, 23.4.2008, GM, 2009, 3, 708),

può farsi rappresentare in assemblea e la relativa documentazione è conservata secondo quanto prescritto dall'articolo 2478, primo comma, numero 2) del codice civile (cfr. capitolo undicesimo del del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON, al paragrafo 1.):

"nessuna carenza di analiticità è addebitabile al verbale di deliberazione assembleare di società per azioni per il solo fatto che esso non rechi, nemmeno in allegato, il nome del rappresentante del socio (essendo il rappresentato invece puntualmente identificato), elemento facilmente riscontrabile dalla specifica delega conservata dalla società. E' d'altro canto il diritto di accesso alle deleghe che consente ai soci un controllo completo sulla composizione assembleare, giacché il verbale della deliberazione, pur elencando i soci intervenuti, non deve indicare i contenuti e le modalità di rilascio della procura" (Trib. Salerno, sez. I, 16.4.2007, GCo, 2009, 4, 716).

In argomento, occorre tener presente che, nel caso di diritto di voto per le quote date in usufrutto, l'usufruttuario esercita un proprio diritto e non vota, conseguentemente, in nome e per conto del proprietario: ne discende, ad esempio, che egli non è obbligato ad attenersi alle istruzioni eventualmente impartitegli dallo stesso proprietario, pur dovendosi astenere da comportamenti che possano arrecare ingiusto danno a quest'ultimo.

Invece, la facoltà del socio di farsi rappresentare in assemblea, prevista dall"art. 2479 bis c.c., comporta pur sempre, in ragione degli effetti proprio della rappresentanza, che il voto sia esercitato in nome e per conto del socio rappresentato: contrariamente dunque alla posizione dell"usufruttuario e del creditore pignoratizio, la situazione del rappresentante non è in grado di neutralizzare una situazione di conflitto di interessi:

"l"equiparazione normativa nell"art. 2352 c.c. di usufruttuario e creditore pignoratizio consente allora di estendere a quest"ultimo le suddette conclusioni raggiunte con riferimento al primo: conseguentemente, dato che il creditore pignoratizio esercita un diritto proprio, senza alcun vincolo di mandato nei confronti del proprietario della partecipazione sociale, non è configurabile alcun conflitto di interessi (Trib Bari, sez. IV, 27/02/2012, n. 688 – www.giurisprudenzabarese.it 2012).



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