Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2017-01-30

Attenti alluomo – Maria Rosa Pantè

Penso spesso a un brano del romanzo "Del riso e dell"oblio" di Milan Kundera in cui il protagonista si arrabbia con la madre che a un certo punto in mezzo ai disastri della politica, della società, persino ai disastri personali del figlio esclama qualcosa a proposito delle pere che sono maturate prima, e quelle pere paiono insulse in mezzo ai carri armati della primavera di Praga.

La grande storia. Dell"homo sapiens, solo la sua!

E Kundera, attraverso il suo protagonista, già molti anni fa capisce e ci dice che alla fine quel che conta è quello che ha notato la madre. Cioè il cambiamento della natura è più a lungo termine, più essenziale e importante di tutto il nostro affannarci umano, che è transeunte. Cioè dura poco.
A meno che tocchi gli equilibri naturali e allora la natura, un sistema equilibrato si squilibra e sono guai e grossi.

Perché come aveva notato ancor prima Eugenio Montale, tutta la storia che si era svolta intorno a lui: il fascismo, la guerra, lo interessava e lo toccava, ma il nucleo della sua poesia era qualcosa di meno accessorio, detto con le sue parole: «Non sono stato indifferente a quanto è accaduto negli ultimi trent'anni [...] io ho optato come uomo; ma come poeta ho sentito subito che il combattimento avveniva su un altro fronte». L'argomento della mia poesia (e credo di ogni possibile poesia) è la condizione umana in sé considerata; non questo o quello avvenimento storico».

Tutto questo per dire, per chiederci cosa è più importante nel lungo tempo? Nell'ecologia della Terra e di chi la abita?

Prima di tutto vi dico questa grande cosa: non siamo gli unici, no, oltre agli esseri umani ci sono gli

altri. Animali, piante. Pare impossibile ma è così.

E Mussolini è finito, Trump, Putin ecc. finiranno, resteranno un po' di più Einstein, Mozart e la Szymborska e questo fa piacere, ma ancor di più resterà l'impatto che ognuno di noi avrà lasciato su questa terra.

Resteranno per fare un esempio attualissimo le scelte scellerate di ministri dell'ambiente come Galletti e a pochi altri (qualche presidente di Regione ha già detto no: Puglia, Umbria, Lazio) che hanno deciso l'abbattimento selettivo del lupo sulle Alpi e sugli Appennini.
Così aumenteranno i cinghiali.

Così i cacciatori (magari cacciatori allevatori) si daranno alla mattanza con la benedizione di una legge.
E la nostra Terra sarà più povera, più monocromatica, solo il pallido e il livido dei nostri volti umani orfani di tanta vita e ricchezza. Volti di assassini.

Ecco per contrastare questa infelicità dei lupi e nostra vi invito a firmare la petizione contro l'abbattimento dei lupi, grazie entro il 2 febbraio:

https://www.change.org/p/soslupo-salviamo-i-lupi-sbonaccini-glgalletti



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