Articoli, saggi, Minori, donne, anziani -  Redazione P&D - 2014-07-08

ATTI DI CONVEGNO - REGGIO EMILIA 6 GIUGNO 2014 - Maria Nefeli GRIBAUDI

IN TEMA DI VACCINAZIONI PEDIATRICHE: SE IL DIRITTO CONFLIGGE CON LA SCIENZA .

Il momento in cui i genitori sono chiamati a sottoporre i figli alle vaccinazioni già dai primissimi mesi di vita, si rivela sempre più complesso e sofferto.

Certo si sa come i vaccini non siano esenti da rischi ed effetti collaterali la cui risposta è schiettamente soggettiva, variabile e difficilmente prevedibile.

Non a caso il legislatore, spinto da istanze solidaristiche, ha previsto una forma di tutela indennitaria a favore di colui che abbia riportato danni irreversibili a causa della somministrazione del vaccino (l. 25 febbraio 1992, n.210).

Un ristoro dalla natura assistenziale determinato in via legislativa sotto il profilo del quantum il cui riconoscimento si incentra sull"accertamento della relazione causale tra la somministrazione del vaccino, sia esso obbligatorio o meramente raccomandato o incentivato dal sistema sanitario (C. Cost. 107/2012 www.personaedanno.it)e  lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, prescindendo da elementi colposi.

Tutela che non è alternativa né esclusiva, ma cumulabile, almeno secondo parte della giurisprudenza, con quella risarcitoria, dalla quale differisce per natura, funzione e presupposti, nel rispetto e nei limiti del principio dell"integrale risarcimento del danno.

Al pari di ogni prestazione sanitaria anche quella vaccinale deve essere preceduta da un"adeguata informazione sui rischi, sulle complicanze e sugli effetti collaterali ad essa collegati ed in merito ad eventuali misure preventive utili per evitarli: informazione che non è fine a se stessa, ma che ha una naturale vocazione funzionale volta a consentire ai genitori di meglio determinarsi nell"interesse dei figli.

Sotto il profilo qualitativo, l"informazione deve esser dotata di una certa validità scientifica scevra da giudizi soggettivi e discrezionali, non convalidati sotto il profilo scientifico e non verificabili.

Non deve tuttavia trattarsi di un"informazione fredda, asettica e generalizzata, ma deve tener conto della situazione concreta e delle particolari condizioni anamnestiche del piccolo paziente perché quella famosa alleanza tra il medico ed il paziente, rappresentato in questo caso dai genitori,  non deve certo venir meno a fronte delle vaccinazioni, ma anzi la sua ricerca diviene ancor più significativa e necessaria laddove vi sia un obbligo in tal senso, il quale, in ragione del bene primario su cui incide, ben deve essere compreso nella sua finalità ed utilità per il singolo e per la generalità.

Occorre ritrovare fiducia e consapevolezza attraverso un"informazione veritiera, oggettiva e verificabile, che riduca le distanze tra l"ente sanitario e i genitori attraverso la condivisione della medesima finalità: la ricerca del minor interesse del minore.

Lo stesso rigore scientifico deve a mio avviso caratterizzare l"accertamento del nesso causale tra la somministrazione del vaccino e i danni irreparabili a fondamento della tutela indennitaria, perché il riconoscimento di tale forma di tutela sulla base di un accertamento causale "debole" rischia di creare effetti distorti dalla portata più ampia e generalizzata.

L"accoglimento da parte delle giurisprudenza di criteri  che vengono rifiutati, o che  comunque non sono accreditati o convalidati  dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale ( cfr Trib. Rimini 886/2012 in www.personaedanno.it) o di ragionamenti deduttivi di tipo meramente cronologico -fattuale (cfr. Trin Pesaro 260/2013 in www.personaedanno.it)  in primo luogo ha l"effetto di inquinare la qualità dell"informazione che arriva ai genitori distorta, non circostanziata e priva di una validità scientifica a discapito invece di un"informazione oggettiva e verificabile che mette in rilevo sotto il profilo quantitativo il rischio di complicanze gravi ed invalidanti se si contrae la  malattia e quello di sviluppare le stesse in conseguenza delle vaccinazioni.

Intorno a tali pronunce, complici gli effetti mediatici che ne derivano, si genera un"informazione viziata sotto il profilo qualitativo che ne altera la funzione, creando confusione, incertezza e un vero e proprio stato di agitazione ed ansia nei genitori che devono decidere se sottoporre i figli  alle vaccinazioni.

La situazione diviene conflittuale poi laddove le vaccinazioni sono obbligatorie poiché i genitori si trovano da un lato davanti all"obbligo, peraltro sanzionato a livello amministrativo, di sottoporre i figli alla vaccinazione e dall"altro dinnanzi all"obbligo giuridico, ma ancor prima morale, di perseguire il loro interesse, ritenendoli tra loro contrastanti sulla base di un"informazione che giunge loro nella veste formale e autorevole del provvedimento giurisdizionale ma che tuttavia non trova riscontro e fondamento nel mondo scientifico.

Raggiunti da questo tipo di informazione i genitori percepiscono l" obbligo vaccinale come un"imposizione priva di una reale finalità preventiva per la salute dei singoli e della comunità ma dettata da meri interessi economici, generando sfiducia e conflittualità con il sistema sanitario.

Ne consegue che meno bambini vengono vaccinati, con rischi spesso inconsapevoli per la loro salute e per quella della comunità, con il pericolo che scoppino epidemie, tornino malattie che si credevano debellate e che non se ne sconfiggano altre che hanno rischi di complicazioni gravi ed invalidanti.

Le pronunce che si basano su un accertamento causale non corroborato sotto il profilo scientifico oltre a discostarsi dagli insegnamenti della giurisprudenza che prediligono un approccio nomologico attraverso la sussunzione sotto leggi scientifiche, salvo che la loro validità sia verificata alla luce delle evidenze processuali e del principio del "più probabile che non",  inconsapevolmente incidono sulla qualità dell"informazione che giunge ai genitori e sulla sua stessa funzione.

L"informazione serve infatti ad accorciare le distanze e a liberamente e meglio determinarsi in ambito sanitario, ma se priva di una validità oggettiva e verificabile, oltre a generare confusione, soggettivismi ed incertezze, tradisce la sua funzione, con l"effetto che la consapevolezza cede il passo all"inconsapevolezza, la libertà alla paura, l"alleanza al conflitto.



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