Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2016-12-12

Atti unilaterali: quando divengono efficaci? - Riccardo Mazzon

La proposta, l'accettazione, la loro revoca ed ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona, si considerano "conosciute" nel momento in cui giungono all'indirizzo del destinatario: anche gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati.

Anche gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati: si pensi, trattandosi per l"appunto di atto unilaterale recettizio (art. 1334 c.c.), agli effetti della ricognizione di debito ex art. 1988 c.c. (cd astrazione processuale della "causa debendi": cfr., amplius, il capitolo terzo del volume "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014), i quali sono subordinati al fatto che, la dichiarazione negoziale (1) esca volontariamente dalla sfera del suo autore e (2) sia destinata ed indirizzata al creditore e non ad un terzo; conseguentemente, ad esempio, non costituisce riconoscimento di debito, perché priva di entrambi i suddetti presupposti, la dichiarazione, proveniente dal difensore del preteso debitore, indirizzata al difensore dell'asserito creditore (ecco perché il Trib. Modena ha revocato il decreto ingiuntivo ottenuto sulla scorta di una dichiarazione inviata dal difensore dell'ingiunto all'avvocato dell'ingiungente: sez. I, 23 gennaio 2013 n. 133 GlModena, 2013)

Per un ulteriore esempio, si pensi a come l'art. 7, comma 5, della legge n. 300 del 1970 (per il quale i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa) individui il termine entro il quale le eventuali difese del lavoratore devono pervenire al datore di lavoro: termine che non può ritenersi rispettato quando, pur avendo il lavoratore inviato le proprie istanze (nella specie, per il differimento dell'audizione) prima del suo decorso,

"la ricezione delle richieste e controdeduzioni — che hanno natura di atto unilaterale recettizio e producono i loro effetti solo dal momento in cui pervengono al destinatario — avvenga in data successiva" (Cass. civ. sez. lav. 9 maggio 2012 n. 7096, GCM, 2012, 5, 579).

Ancora, anche la disdetta di un contratto di locazione è un atto recettizio, che produce i propri effetti (consistenti nell'impedire il rinnovo del contratto, e non già nello sciogliere il contratto in corso) solo dal momento in cui perviene al destinatario (salva una diversa pattuizione delle parti): ecco perché è tardiva la disdetta spedita prima del termine contrattualmente previsto per l'esercizio della relativa facoltà, ma pervenuta al destinatario successivamente a tale data (Cass. civ. sez. III, 2 aprile 2009 n. 8006); e, attesa la natura di provvedimento recettizio del licenziamento, anch"esso deve giungere nella sfera di conoscibilità del destinatario ai sensi dell'art. 1334 c.c. ed in difetto rimane privo di efficacia (Trib. Trapani sez. lav. 20 giugno 2008 Mer, 2008, 11, 2850); inoltre, anche gli atti amministrativi non possono sfuggire ad una declaratoria di inefficacia giuridica, qualora irrispettosi del principio de quo,

"ai sensi dell"art.21 bis, l. n. 241/1990, in quanto espressione di un principio immanente nell"ordinamento esistente anche in ambito civilistico e previsto dall"art.1334 c.c." (Corte Conti reg. sez. giurisd. 25marzo 2013 n. 1338, www.dejure.it).



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