Legislazione e Giurisprudenza, Risarcimento, reintegrazione -  Mazzon Riccardo - 2015-01-29

ATTIVITA' PERICOLOSE: DISINFESTARE, FALCIARE, PASTIFICARE, UTILIZZARE OLI, GAS E .... GIOSTRE - Riccardo MAZZON

vanno risarciti i danni cagionati nel corso dell'esercizio di un'attività pericolosa

quali i casi nei quali la giurisprudenza ravvisa la pericolosità dell'attività?

ad esempio, disinfestazione, allibo greggio, falciatura, pastificazione, fornitura gas, utilizzo di giostre

Mai come nella fattispecie astratta descritta dal'articolo 2050 c.c. (cfr. amplius il volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012) risulta opportuna una panoramica giurisprudenziale atta ad evidenziare in quali casi la magistratura abbia ritenuto di rilevare pericolosità del compimento di un attività; la casistica risulta più che mai complessa e variegata e va dall'attività di disinfestazione

"l'attività di disinfestazione rientra tra le attività pericolose ex art. 2050 c.c., per i mezzi adoperati e per l'inquinamento che può derivarne, pertanto incombe sull'amministrazione resistente dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee ad escludere pericoli per la pubblica incolumità" (App. Roma, 25 marzo 2009, n. 1300, DGA, 2009, 10, 630),

alle operazioni di allibo di greggio,

"lo svolgimento di operazioni di allibo di greggio, deve ritenersi attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. Nel caso di inquinamento marino derivante da tali operazioni deve ritenersi responsabile il noleggiatore della nave, il quale ha il dovere di vigilare affinché le stesse siano compiute nel rispetto delle regole giuridiche e tecniche imposte dalla pericolosità dell'attività" (App. L'Aquila 6 ottobre 2006, n. 714, DT, 2008, 1, 245),

dalle attività di falciatura dell'erba (nel caso in esame, il giudice del merito ha ritenuto - con motivazione ritenuta dalla Suprema Corte immune da censure rilevabili in sede di legittimità - costituire pericolosa ex art. 2050 c.c. l'attività di falciatura dell'erba esercitata con mototrancia agganciata e trainata da trattore e dotata di mezzi meccanici taglienti)

"costituiscono attività pericolose non solo quelle che tali sono qualificate dalla legge di pubblica sicurezza e da altre leggi speciali, ma anche quelle che per la loro stessa natura o per le caratteristiche dei mezzi adoperati comportino una rilevante possibilità del verificarsi di un danno per la loro spiccata potenzialità offensiva. Il giudizio di pericolosità dell'attività deve essere dato secondo una prognosi postuma sulla base dell'esame delle circostanze di fatto che si presentavano al momento dell'esercizio dell'attività; lo stabilire se in concreto una attività sia da considerare pericolosa costituisce compito del giudice di merito la cui valutazione è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata" (Cass. civ., sez. III, 30 ottobre 2002, n. 15288, NGCC, 2004, I, 103; GCM, 2002, 1856),

a quelle di pastificazione (nel caso di specie il giudice del merito ha ritenuto, con motivazione dalla Suprema Corte ritenuta esauriente ed immune da vizi logici e giuridici, essere pericolosa l'attività di pastificazione, non già per sua intrinseca natura bensì in concreto per la natura dei mezzi impiegati, ed in particolare per le caratteristiche della macchina impastatrice, idonea a provocare danni a persone - una bambina di cinque anni aveva riportato gravi lesioni con postumi ad una mano introdotta negli ingranaggi di detta macchina in movimento - in quanto priva dei necessari dispositivi di sicurezza),

"attività pericolose ai sensi dell'art. 2050 c.c. sono non solo quelle tali qualificate dalla legge di pubblica sicurezza e da altre leggi speciali, ma anche le attività che, per la loro stessa natura o per caratteristiche dei mezzi adoperate, comportino una rilevante possibilità del verificarsi di un danno per la loro spiccata potenzialità offensiva. Lo stabilire se in concreto un'attività sia da considerare pericolosa costituisce compito del giudice di merito, la cui valutazione è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata" (Cass. civ., sez. III, 5 giugno 2002, n. 8148, GCM, 2002, 969),

da quella di erogazione di gas metano (nella specie: è stata affermata la concorrente e solidale presunzione di responsabilità tra l'azienda erogatrice del gas, che non ha provato di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, ed i custodi dell'appartamento nel quale era avvenuta l'esplosione, non essendo stata fornita da questi ultimi la prova del caso fortuito, comprensivo del fatto di terzi)

"nell'ipotesi di crollo di palazzina in seguito a fuoriuscita di metano a monte del contatore all'interno di una singola utenza, possono operare cumulativamente, nel caso in cui non si fornisca la prova della causa dello scoppio e questa rimanga pertanto ignota, la presunzione di responsabilità posta dall'art. 2050 c.c. a carico dell'esercente l'attività di distribuzione del gas e quella a carico dell'utente, quale custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., fatto salvo il diritto di regresso dell'esercente l'attività pericolosa nei confronti dell'utente eventualmente responsabile della omessa attività di manutenzione e controllo" (Trib. Milano, 15 giugno 2000, GI, 2002, 952),

a quella di giostraio (fattispecie riguardante la giostra c.d. Ballerina, ossia un macchinario costituito da sedili collegati ad una ruota la quale imprime loro un rapido movimento rotatorio, determinando nel contempo sia l'improvviso mutamento del senso della rotazione sia altrettanti improvvisi movimenti verso l'alto e verso il basso):

"l'attività del giostraio costituisce esercizio di attività pericolosa (nella specie si trattava della giostra c.d. "ballerina")" (App. Cagliari, 26 febbraio 2000, RGSarda, 2001, 1).



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