Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-02-27

ATTRIBUZIONE DI UN BENE PUBBLICO AD UNASSOCIAZIONE NON PROFIT– Corte Conti Piemonte 36/14 – Alceste SANTUARI

Con delibera n. 36/2014/SRCPIE/PAR, la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell"adunanza del 12 febbraio 2014 è intervenuta su un tema di grande rilevanza nei rapproti tra enti locali e l"universo delle organizzazioni non profit.

La delibera risponde al quesito di un comune piemontese il quale chiedeva alla Sezione regionale se era da ritenersi legittima da parte dell"ente locale la concessione di un diritto di superficie, su area comunale, in favore della locale associazione denominata "Croce Bianca", precisando quanto segue:

-          che la "Croce Bianca" è un"associazione dedita alla pubblica assistenza senza fini di lucro, richiamando a tal fine le funzioni fondamentali come risultanti dallo statuto sociale;

-          tale concessione, in relazione all"utilità sociale dell"attività svolta dalla "Croce bianca" ed al contributo che viene all"associazione stessa dal volontariato, avverrebbe a titolo gratuito o comunque dietro compenso simbolico;

-          che "l"attività" è individuata nel Piano regolatore come "Attrezzatura e struttura di interesse generale – Servizi sanitari ed ospedalieri" e dunque deve considerarsi, in conformità a quanto previsto dalla normativa regionale (l.r. n. 56/1977, come "standard urbanistico" ai sensi dell"art. 22 di tale norma);

-          che in relazione a tale definizione, deve ritenersi assimilabile ad opera di urbanizzazione secondaria ai sensi dell"art. 16, comma 8, DPR n. 380/2001 ovvero dell"art. 4, comma 2, lett. G della legge n. 847/64.

Si tratta dunque di una proposta che prevede la possibilità per l"ente locale di attribuire un diritto reale, a titolo gratuito o dietro corrispettivo meramente simbolico, in favore di un"associazione operante, senza fini di lucro, sul territorio comunale. I giudici contabili piemontesi, rinviando - come di prassi – al comune la responsabilità delle scelte gestionali da compiere, si è espressa favorevolmente segnalando che deve potersi identificare lo svolgimento di attività che presentino interesse per l"amministrazione locale o per la comunità insediata sul territorio sul quale insiste l"ente.

La Sezione, al riguardo, segnala che "nelle norme di contabilità non si rinviene alcuna disposizione che impedisca al Comune di effettuare attribuzioni patrimoniali a terzi, se necessarie per raggiungere i fini che in base all"ordinamento deve perseguire, tanto più in relazione alla necessaria attuazione del principio di sussidiarietà di cui all"articolo 118 della Costituzione." A ciò si aggiunga che i giudici contabili piemontesi hanno riconosciuto una realtà diffusa sul territorio nazionale, secondo la quale gli enti locali si avvalgono molto spesso dell"azione e degli interventi delle organizzazioni non lucrative per realizzare i propri fini istituzionali ad essi attribuiti dall"ordinamento giuridico. Ovviamente, la "preferenza" rivolta dagli enti locali nei confronti delle organizzazioni private, in specie quando trattasi di benefici di natura patrimoniale, deve esprimersi nel "rispetto dei principi di buon andamento, di parità di trattamento e di non discriminazione, di concorrenzialità e di pubblicità, predicati intrinseci dell"attività amministrativa.

In particolare, trattandosi dell"attribuzione di un chiaro vantaggio economico, l"ente dovrà rispettare l"articolo 12 della legge n. 241/90, avendo cura di predeterminare (auspicabilmente in forma regolamentare) i casi, le condizioni e le modalità per la concessione di simili utilità ed il confronto concorrenziale tra aspiranti."

In termini conclusivi, la Sezione ritiene legittima la concessione di un bene pubblico a favore di un"organizzazione non profit, in quanto l"attività di quest"ultima può essere considerata finalizzata alla realizzazione di un interesse collettivo. Conseguentemente, spetta al comune, il quale dovrà operare altresì una valutazione comparata che giustifichi la congruità della spesa da sostenere, "evidenziare le finalità pubblicistiche che esso intende perseguire con il contratto in esame, previa necessaria verifica che l"utilità sociale perseguita sia compresa nelle finalità istituzionali cui l"ente locale è deputato."

Pare a chi scrive che la delibera in oggetto integri efficacemente una modalità di implementazione del principio di sussidiarietà orizzontale, spesso ancora riconosciuto a livello soltanto teorico e che, invece, come dimostra il caso di specie, è capace di orientare le scelte operative degli enti locali. Oggi, sussidiarietà non è più un termine per addetti ai lavori o addirittura una parola il cui suono pronunciare molto sommessamente, perché termine evocatore di arretramento o, peggio, rinuncia da parte dello Stato di proprie funzioni. Invero, si tratta di considerare quali rapporti tra società e Stato, tra cittadini ed istituzioni, tra comunità ed autorità costruire e favorire, affinché le potenzialità e le energie presenti nel tessuto sociale possano esprimersi al meglio ed in modo più efficace.



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