Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-07

Aut aut di Vivanti e Ad Annie di Carducci - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di poesia, oggi, ci ricorda la nascita di Annie Vivanti, avvenuta a Norwood, il 7 aprile 1866, metà italiana e metà tedesca e con una grande passione per la poesia e per il canto.

Nel 1890 uscì una raccolta di poesie della Vivanti, con il titolo Lirica. Il volume venne accompagnato da una prefazione di Giosuè Carducci, il quale le dedicherà anche alcune poesie, tra cui la celebre Ad Annie. Con Carducci si conobbero nel 1889, anche se i primi momenti del loro amore li trascorsero soltanto un anno dopo, quando Carducci la raggiunse a La Spezia. In quel momento compose l"elegia che poi diventerà l"emblema del loro amore, "Ad Annie". Il poeta maturo e la giovane poetessa,  l"orco e la fata, ostentarono la loro relazione con coraggio, incuranti delle cattive voci scaturite dall"evidente differenza di età tra i due. Frequentare una donna molto più giovane fu un beneficio enorme per Carducci, poiché questo raggio di giovinezza giovò, arricchendola, alla sua ispirazione poetica nel tempo della senilità.
Sul talento poetico della Vivanti la dice lunga quanto scritto da lei stessa : "Un giorno, nel 1890, a Milano, mi trovai timida e tremante dinanzi al formidabile scrittorio dell"editore Emilio Treves. Egli teneva tra due dita sdegnose un sottile rotolo manoscritto, che io gli avevo portato". Non era forse un"opera brillante, dal momento che non piacque all" editore, ma qualcosa la salvò: "Forse gli apparvi piccola e triste quando volsi le spalle e me ne andai verso la porta, perché aggiunse come per consolarmi: Me ne dispiace, creda! Ma ci vorrebbe, per esempio, una prefazione del Carducci. Allora si potrebbe riparlarne…".

Di seguito una poesia della Vivanti e poi la celebre Ad Annie dedicatale da Carducci  

Io voglio il sole, io voglio il sole ardente
Che l"ebbrezza mi dia del suo splendore,
O pur la buia notte ed il fragore
Forte de la tempesta alta e furente.
La grigia nebbia il core la detesta:
Datemi il cielo azzurro o la tempesta.
Voglio la libertà! la sconfinata
Intera libertà la voglio mia!
O pur la tetra e stretta prigionia
Di quattro travi e la cassa inchiodata.
Oh, se non m"è concesso l"infinito,
Ch"io, l"ali infrante, giaccia seppellito
E voglio l"amor tuo; l"intero ardente,
Illimitato amore, o l"odio intenso.
Ma sia l"odio o l"amor, lo voglio immenso!
Io non sopporto un guardo indifferente.
L"amor che tutto soffre e tutto dona
O l"odio che non piega e non perdona.
O tutto o nulla io voglio: il riso o il pianto,
Il sole d"oro o l"uragano nero,
la stretta bara o l"universo intero,
E dallo sguardo tuo martirio o incanto!
Tutti i tuoi baci dammi e tutto il core,
O la croce sublime del dolore! ( Annie Vivanti)...Aut aut

Batto a la chiusa imposta con un ramicello di fiori
glauchi ed azzurri, come i tuoi occhi, o Annie
Vedi: il sole co "I riso d"un tremulo raggio ha baciato
la nube, e ha detto "Nuvola bianca, t"apri".
Senti: il vento de l"alpe con fresco susurro saluta
la vela, e dice "Candida vela, vai".
Mira: I"augel discende da l"umido cielo su "l pèsco
in fiore, e trilla Vermiglia pianta, odora.
Scende da" miei pensieri l"eterna dea poesia
su "I cuore, e grida "O vecchio cuore, batti".
E docile il cuore ne" tuoi grandi occhi di fata
s"affisa, e chiama " Dolce fanciulla, canta"  ( Giosuè Carducci) ...Ad Annie



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