Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-07-30

AUTOSTRADE E STRADE FERRATE NON SONO PUBBLICHE VIE EX ART. 879 C.C. - RM

Premesso chele disposizioni degli strumenti urbanistici locali che disciplinano l'altezza dei fabbricati rispetto alla larghezza delle strade, che essi fiancheggiano, esulano dall'ambito delle norme in materia di costruzioni suscettibili di dar luogo a tutela ripristinatoria, risultando dettate a tutela di interessi diversi da quelli attinenti alla materia dei rapporti di vicinato

- "le disposizioni degli strumenti urbanistici locali che disciplinano l'altezza dei fabbricati rispetto alla larghezza delle strade che essi fiancheggiano devono intendersi, di massima, dettate a tutela di interessi diversi da quelli attinenti alla materia dei rapporti di vicinato e pertanto, mentre non possono essere considerate integrative del codice civile agli effetti dell'art. 872 comma 2 stesso codice, esulano comunque, per il testuale disposto dell'art. 879 comma 2, dall'ambito delle norme in materia di costruzioni suscettibili di dar luogo a tutela ripristinatoria" (Cass. 12.6.96 n. 5378, RGE, 1996, I, 908) -,

quanto alla variegata casistica giurisprudenziale coinvolgente l"applicazione del secondo comma dell"articolo 879 del codice civile (segnalando altresì la seguente pronuncia, interpretativa di una particolare disposizione del regolamento edilizio di Cassano Murge:

"l'art. 3 comma 3 titolo II parte 4 del regolamento edilizio del comune di Cassano Murge, disponendo che "le case e le costruzioni lungo le strade private aperte al pubblico sono soggette alle disposizioni del presente regolamento come se prospettassero una via pubblica", assoggetta dette costruzioni non solo agli obblighi bensì all'intera normativa dello stesso regolamento per le strade pubbliche, attesa la "ratio" della norma volta a considerare l'uso pubblico del bene quale circostanza escludente l'esigenza privata della riservatezza od altro che imponga il rispetto delle distanze tra costruzioni e ciò al pari della strada di proprietà demaniale" Cass. 17.10.92 n. 11434, GCM, 1992, fasc. 10),

è doveroso precisare come,con la seguente pronuncia, avente per oggetto la sede autostradale, con regime ed identità affatto diverse dalle c.d. "pubbliche vie",

"il privato, concessionario della costruzione e dell'esercizio di un'autostrada, ha diritto di agire in giudizio contro i terzi non solo per chiedere l'osservanza, da parte di questi, delle distanze stabilite dalla legge speciale in tema di costruzioni in prossimità di opere autostradali, ma anche per ottenere la riduzione in pristino" Cass., sez. un., 11.12.79, n. 6437, GI, 1980, I, 1, 1606.

Trattasi di normativa speciale (cfr., amplius,, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto),

"l'art. 9 l. 24 luglio 1961 n. 729, che disciplina le distanze da osservarsi in tema di distacchi delle costruzioni dalle opere autostradali non pone alcuna distinzione tra autostrade all'interno dei perimetri urbani (nella specie: tangenziale di Napoli) e autostrade fuori dai detti centri" Cass., sez. un., 11.12.79, n. 6437, GI, 1980, I, 1, 1606

la cui violazione legittima risarcimento e riduzione in pristino:

"qualora la costruzione e l'esercizio di una autostrada vengano affidati in concessione ad una società privata, ai sensi degli art. 16 e 17 della l. 24 luglio 1961 n. 729, la società medesima per l'intera durata della concessione e per quel che attiene alla gestione di detta opera, subentra nei poteri e nelle funzioni spettanti all'A.N.A.S., ivi compresa, pertanto, la facoltà di agire dinanzi al giudice ordinatorio contro il proprietario di un fondo limitrofo, il quale abbia costruito in violazione delle distanze minime dalla sede autostradale, per conseguire la riduzione in pristino ed il risarcimento degli eventuali danni" Cass., sez. un., 11.12.79, n. 6437, GI, 1980, I, 1, 1606.

Ulteriormente, quanto alle ferrovie, anch"esse non sono equiparabili alle "pubbliche vie":

"ai fini dell'applicabilità della speciale disciplina sulle distanze prevista dall'art. 879 comma 2 c.c., la nozione di strada ferrata non è in alcun modo equiparabile a quella di "piazze e vie pubbliche" rigorosamente prevista dalla norma medesima; rispetto alle opere ferroviarie coesistono perciò in materia di distanze tanto le disposizioni del codice civile, quando quelle contenute in leggi o regolamenti speciali, rispondendo ciascun sistema normativo ad un diverso scopo" Cass. 22.1.80 n. 492, GI, 1980, I, 1, 781.



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