Diritti della persona  -   Giovanni Catellani  -  17/07/2017

Per nuovi diritti della persona

Sotto il cielo stellato dei diritti della fragilità c’è grande movimento.

Si sentono nuove voci che chiedono di essere ascoltate.

Altre stanze, con nuovi diritti, possono diventare la dimora per nuove fragilità che necessitano del riconoscimento e della prossimità del diritto.

In ordine sparso, movimenti, flussi, concatenamenti, ma sempre nel solco di un diritto civile capace di dare risposte a chi ha bisogno di aiuti e di strumenti per realizzare al meglio la propria esistenza.

In una fase storica di perdurante crisi economica, appare sempre più urgente dare continuità ad una tradizione di diritti civili che vede il nostro paese spesso all’avanguardia.

Negli anni recenti si è intervenuti su più fronti, dalla riforma del diritto di famiglia, con nuove possibilità per i minori di essere ascoltati, alle unioni civili, sino al “dopo di noi”.

Non tutto è stato realizzato secondo le esigenze della fragilità, ma, bene o male, si è comunque cercato di dare risposte ad esigenze e bisogni di chi più soffre o si sente escluso.

Occorre ora uno sforzo ulteriore, più intenso, con l’obiettivo di arrivare a una rivisitazione complessiva del primo libro del codice civile, perché la “fragilità” ne sia il faro che lo illumina, perché la “prossimità” sia il rizoma che congiunge i diversi istituti.

Una legislazione, anche quella che non si trova nel codice civile, tutta al positivo, che afferma, che non nega, che riconosce, permette, che non toglie a nessuno una possibilità ulteriore.

Nessuno è del tutto incapace, perché ha sempre almeno un desiderio.

Nessuno deve essere abbandonato in nome della incapacità.

Tornare, ancora una volta e con maggiore forza, ai principi ispiratori dell’amministrazione di sostegno, cuore di un modo differente di essere vicino a chi necessita di un aiuto.

Continuare nella “costituzionalizzazione” del diritto privato, perché nessuno sia escluso da possibilità realizzatrici.

Alcune proposte allora, alcuni stimoli per raccoglierne altre.

  • Da tempo giace in Parlamento il disegno di legge per l’abrogazione dell’interdizione.

Il punto di partenza.

Inaccettabile che qualcuno possa essere privato della capacità d’agire, che qualcuno possa essere definito “incapace”. Avrà o non avrà pur sempre una capacità d’affetto, di essere colpito da un sussurro di vita?

Anche il più grave dei disabili ha una qualche capacità.

Privilegiare sempre e comunque l’amministrazione di sostegno, senza compiacimento per ‘antipsichiatria o il riconoscimento a tutti i costi di un’autonomia che è sempre più debole.

Vietare, laddove necessario, che il beneficiario compia atti che lo danneggiano, ma essergli comunque vicino nel riconoscere anche l’ultima delle sue possibilità.

Nessun spazio allora per l’interdizione, campo aperto, fino all’ultimo respiro vitale, per l’amministrazione di sostegno.

  • Le nuove linee guida per l’amministrazione di sostegno

Rafforzare questo istituto fondamentale, cui sempre più persone fanno ricorso, significa anche dare risposte.

Le linee guida (www.ammsostegno-lineeguida.it) affrontano oltre duecento casi per aiutare a comprendere quando e come si può attivare l’amministrazione di sostegno, quali sono le possibilità, le implicazioni, tutte al positivo.

Saranno implementate in virtù di richieste, giurisprudenza, dottrina; un lavoro comune, corale per raccogliere le esigenze dal basso.

Fornire soluzioni, attivare la ricerca di vie d’uscita a seconda della singolarità del caso, per nuovi micro diritti.

Riconoscere la potenza molecolare della cura alla persona in aspetti insignificanti per me ma decisivi per te.

  • Nuovo disegno di legge sul “Progetto di vita”

Una sfida decisiva per la fragilità, anche la più intensa.

Salvaguardare anche solo un desiderio, la sua permanenza futura.

L’anagrafe comunale che raccoglie i desideri e i bisogni di chi non è autonomo e un domani rimarrà senza famiglia. Una commissione che ne valuta i diversi aspetti, un patrimonio che trova una finalità precisa.

Il possibile raccordo con la Legge sul “Dopo di noi” attraverso un progetto condiviso con l’amministratore di sostegno, il disabile, la persona fragile, i suoi familiari.

Un documento di poche ma chiare parole su cosa si dovrà fare per una vita comunque capace di affetti, di desideri, di bisogni.

Utilizzare l’amministrazione di sostegno per permettere ai genitori anziani di un figlio disabile di precostituire, con il Giudice Tutelare, un “progetto di vita” che sia in grado di coprire non solo gli aspetti patrimoniali (come si potrebbe fare con il Trust o con il ricorso ai patrimoni di destinazione), ma anche quelli di tipo familiare, esistenziale, sanitario.

Garantirgli continuità anche rispetto all’unico desiderio che ha sempre avuto.

  • Nuovi diritti per i minori

Fare una ricognizione per poi dedicare un “titolo” ai diritti dei minori, con un articolo introduttivo di carattere generale, “costituzionale”.

Rafforzare la loro capacità di parola, un ascolto caratterizzato da un approccio multidisciplinare.

Proteggerli dal consumo e dalle forzature della volontà.

Si tratta di aprire nuove tool boxes, di trovare nuovi attrezzi per affermare nuove possibilità.

Per il diritto significa soprattutto trovare nuove parole; ce ne sono tante che ancora ci aspettano per configurare nuovi abiti su misura per ogni singola fragilità.



exsigma