Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-05-29

AVCP SULLE DIRETTIVE UE IN MATERIA DI APPALTI E CONCESSIONI – Ssegnalazione 3/14 - Alceste SANTUARI

Con proprio atto di segnalazione n. 3 del 21 maggio 2014, l"AVCP ha elaborato una serie di riflessioni ed osservazioni meritevoli di essere, ancorché in via sintetica, commentate e analizzate, soprattutto per la "direzione" che esse propongono al legislatore italiano che sarà chiamato ad implementare le Direttive n. 2014/24/UE sugli appalti pubblici, n. 2014/25/UE, sulle procedure d"appalto degli enti erogatori nei settore dell"acqua, dell"energia, dei trasporti e del servizio postale e n. 2014/23/UE sull"aggiudicazione dei contratti.

1. L"AVCP riconosce l"opportunità che la stessa Autorità possa giocare un ruolo maggiore nel settore delle aggiudicazioni, intervenendo quale agenzia di assistenza, supporto e sostegno per le amministrazioni aggiudicatrici, attraverso un"azione di "soft regulation, che è più flessibile e, quindi, più facilmente adattabile alle esigenze del mercato e ai cambiamenti che si verificano nello stesso".

2. L"AVCP richiama il tema della qualità dei servizi erogati, quale elemento sul quale le direttive europee insistono. Al riguardo, l"Autorità, richiamando le disposizioni contenute nel "pacchetto direttive", segnala l"importanza di strutturare bandi di gara che contemplino, in luogo del semplice "massimo ribasso", il criterio di aggiudicazione collegato all"offerta economicamente più vantaggiosa. Quest"ultimo criterio – a giudizio dell"AVCP – è maggiormente in grado di contenere "sempre un riferimento al prezzo o al costo[…] e che di regola è accompagnato da altri elementi di valutazione che attengono alla qualità e consentono un esame delle offerte sulla base di un rapporto prezzo/qualità".

Nella segnalazione, l"Autorità segnala, al riguardo, che benché il criterio del massimo ribasso non venga espunto formalmente dall"ordinamento comunitario, esso "ne risulta drasticamente ridimensionato". E tale orientamento non potrà non impattare sulla "qualità" delle procedure ad evidenza pubblica che la P.A. in Italia è chiamata, in specie pro futuro, ad attivare.

3. La segnalazione evidenzia il favor legis contenuto nel "pacchetto direttive UE" per la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, favor supportato dalla suddivisione in lotti dei grandi appalti.

4. L"AVCP segnala un importante innovazione contenuta nelle direttive UE, segnatamente, quella che riguarda in senso lato la c.d. "clausola sociale". Infatti, a differenza di quelle precedenti, le direttive approvate nel mese di gennaio 2014, consentono di individuare accanto ai laboratori protetti anche le imprese sociali, che contemplano dunque il coinvolgimento non soltanto dei soggetti disabili ma delle persone svantaggiate in senso ampio. Inoltre, si fissa una percentuale minima (30%) dei lavoratori con disabilità o svantaggiati del personale complessivo di impresa, in luogo della maggioranza che era prevista nelle direttive precedenti. Si tratta a ben vedere di un riconoscimento significativo per le imprese sociali a livello europeo, chiamate sempre di più a collaborare, anche a mezzo delle procedure ad evidenza pubblica, alla coesione sociale e all"erogazione dei servizi di pubblica utilità.

5. Nella segnalazione in parola, l"Autorità di vigilanza sui contratti pubblici individua nell"aggregazione della domanda, realizzata attraverso la centralizzazione degli acquisti, un altro punto caratterizzante le nuove direttive UE. Benché l"aggregazione della domanda, sottolinea l"AVCP, potrebbe "essere foriera di un"eccessiva concentrazione del potere d"acquisto, con l"implicazione di un forte rischio di collusione, di riduzione della concorrenza a scapito proprio delle PMI", l"utilizzo di piattaforme uniche di committenza, specie per quanto riguarda lo svolgimento di attività ausiliarie, viene ritenuto un fattore innovativo e positivo contenuto nelle direttive UE.

6. Da ultimo, si segnala che l"AVCP è a favore di un riconoscimento normativo ad hoc, esterna al codice dei contratti pubblici, per le PPPs (public – private partnerships), già peraltro contenuto nell"art. 37 del decreto c.d. "Destinazione Italia", anche per facilitarne l"impiego nella realizzazione delle piccole e medie infrastrutture.

Dalla segnalazione in oggetto emerge il chiaro intento dell"AVCP di richiamare il legislatore italiano ad implementare in modo "leggero", evitando di produrre ulteriore regolamentazione rispetto a quella "minima" già contenuta nelle direttive, affinché sia data maggiore certezza giuridica, e conseguentemente, maggiore efficacia ed efficienza, ad un sistema, quello degli appalti pubblici, che gioca inevitabilmente un ruolo fondamentale nel rilancio dell"economia nazionale.



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