Changing Society, Intersezioni -  Tornesello Giulia - 2013-12-20

AVVENTO: SENTINELLE DEL MATTINO - Giulia TORNESELLO

Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena Matteo6,24-34
[….Il v. 34 è un detto della saggezza popolare che bene conclude il testo 6,25-33; ha alcuni paralleli con Pr 27,1 e Qo 2,23. Il termine tradotto con pena potrebbe essere inteso anche in senso morale, come male o malizia. Un'ansia eccessiva per le piccole o grandi necessità quotidiane potrebbe offuscare l'interesse e il ricordo per lo scopo, il fine della vita e togliere senso all'esistenza…..] Monastero Domenicano Matris Domin

Le parole di Matteo segnate dalla consueta semplicità   consentono a chi scrive di riprendere e sviluppare ancora il percorso cultural relazionale che articolo dopo articolo da anni rende pubblico. Questa volta il menù del giorno prevede: critica e disamina del modo d"essere di una civiltà attraverso l"espressione social popolare.

Come questa?

"Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera ".

Ritorna spesso, il detto popolare irlandese, nel romanzo della scrittrice Catherine Dunne edito da Guanda. Il romanzo di una donna, Catherine su una donna semplice, una casalinga, Rose. Un titolo tradotto (in modo ancor più accattivante dell"originale) in "La metà di niente". Questo libro è stato supervalutato non dalla critica ma dal pubblico femminile che vi si è pienamente identificato. Il che potrebbe conferirgli quell"autorità che viene dal popolo (delle lettrici ) confermando il detto "Vox populi vox Dei".

Ma il Vangelo con le parole di Matteo non parla per niente di un giorno che si sa, prima che inizi, segnato da una pena. Quanto basta per arrivare a sera. Il discorso evangelico è grande e profondo perché si fonda sulla incertezza del domani che non potremo mai conoscere prima e che non deve spaventarci per questo. Anche nella più felice delle vite il domani può cambiar tanto. Ma non sempre, non necessariamente. "Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Matteo6,24-34". Ecco.

Un"attesa allora, la speranza fondata sull"accoglienza del domani: "A ciascun giorno basta la sua pena Matteo6,24-34.
La riflessione, l"osservazione attenta e realistica, le relazioni continue, in quel momento che si colloca fra l"oggi e il domani, ci saranno utili nonostante la sofferenza. A chi piace il dolore? E" come la folgore sempre, siamo nati per essere felici. Ma quando il domani dovesse riservarcelo ci toccherà persino accoglierlo.

Dovremmo essere per noi, per i nostri cari in specie i nostri bambini come sentinelle del mattino. E" da lì che si vede il giorno buono o cattivo che sia. E se è buono facciamoci inondare dalla sua luce, siamo noi sempre in qualche modo portatori di luce.

Rose l"eroina tanto amata dalle lettrici si accorge d"improvviso che il suo matrimonio è "niente": il marito stupido arrogante la lascia da un giorno all"altro. Lei non è stata sentinella del mattino, che se ci pensiamo bene è cosa quanto mai fastidiosa: bisogna aprire gli occhi presto ma soprattutto bisogna avere giorno dopo giorno una specie di promemoria familiare.

Non ci pensano, loro.

E noi uomini e donne in carne ed ossa se scegliamo secondo il nostro personale progetto di vita il matrimonio civile e quindi la famiglia come "società naturale fondata sul matrimonio" come previsto dall"art. 39 e ss. della COSTITUZIONE ITALIANA dovremmo costruire la nostra vita familiare sulla sua Parola o no? Dovremmo oppure non dovremmo, mattone dopo mattone, ogni giorno costruire la vita familiare sulla solidità di Leggi dal forte contenuto di riforma tecnico giuridica ma anche sociale, esistenziale?

Non ci rende il nostro convivere in una quotidiana intimità immuni da sorprese anche dolorose, ma la casa sulla roccia resta, attutisce il trauma. E" come avere per ogni giorno, per ogni evento familiare la coscienza interiore di una legge dell"uomo Legislatore e questa legge è lì a governarci per una nostra scelta. Occorre che ci sia, dunque, un progetto di vita comune, l"autorità di una Parola responsabilmente accettata sulla quale costruire le riflessioni dei coniugi su quello che la Legge chiede in materia di rapporti personali patrimoniali.

Infine su quello che loro avrebbero da dire sulla Parola della Legge. E di Dio (se si sono sposati in Chiesa ed impegnati quindi ad un legame indissolubile).

Chi non ricorda l"impegno profuso dai cittadini italiani a proposito del Divorzio, nuova Parola del Legislatore? Sottoposto con Referedum partecipatissimo al giudizio del popolo.   Dai cittadini è stato riconfermato. Nessuno ha detto che la Casa sulla Roccia non ci veda vivere stanchi, insoddisfatti nei nostri progetti di vita comune. Che non arrivi la fine della comunione fra coniugi, talora. Come i venti la pioggia violenta che si abbattono sulla Casa fondata sulla roccia.

Che resta lì, per i figli. Genitori sempre è la Parola del Legislatore.

Ma OGGI chi, contraendo matrimonio civile o religioso che sia si pone questi tre punti cardine: la parola della legge –quello che la parola della legge ( espressione della volontà popolare) chiede alla famiglia –quello che la famiglia vorrebbe dire? continua (g.t.)



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