Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Tencati Adolfo - 2013-07-28

AZIONE CAMBIARIA E CAUSALE - Cass. 18076/2013 - Adolfo TENCATI

Sommario

1 L"azione causale in materia cambiaria. – 2 Inattività  del creditore ed azione causale. – 2.1 Considerazioni relative alle cambiali.  – 2.2 Considerazioni  relative agli assegni bancari. – 3 Bibliografia.

1    L"azione causale in materia cambiaria.

Cass. 18076/2013, attualmente esaminata,

«offre lo spunto per affrontare una delle tematiche più discusse e controverse in materia di titoli di credito: l'esercizio dell'azione causale da parte del portatore del titolo e in particolare il meccanismo giuridico di coordinamento della predetta azione con le azioni cartolari nascenti dal titolo»

(Cameli 2004, 777, vers. on line. V. pure Sigillò 2010, 1).

La fattispecie presentata nel brano (e giudicata dalla pronuncia in analisi) è concordemente disciplinata dagli artt. 66, 3º co., l. camb. e 58, 2º co., l. ass. Cass. 18076/2013, benché resa in riferimento a cambiali, può quindi estendersi anche agli assegni.

Le norme su cambiali e assegni prescrivono:

«il portatore non può esercitare l'azione causale se non offrendo al debitore la restituzione (del titolo: N.d.A.) e depositandolo presso la Cancelleria del giudice competente, purché abbia adempiuto le formalità necessarie per conservare al debitore stesso le azioni di regresso che possano competergli»

(artt. 66, 3º co., l. camb.; 58, 2º co., l. ass.).

Rinviando alle Voci enciclopediche (Manente 2007, 679; Pavone La Rosa, Martina ed Urbano 2007, 633) — nonché alle rassegne dottrinali e giurisprudenziali (Briolini 2010, 418, ancorché relativa alla sola cambiale) — per il commento alle riferite disposizioni, la pronuncia attualmente esaminata pone il problema: come si coordinano le disposizioni stesse con la prescrizione delle azioni cambiarie?

2   Inattività del creditore ed azione causale.

2.1      Considerazioni relative alle cambiali.

La sentenza in esame (Cass. 18076/2013) aderisce ad un orientamento interpretativo che va affermandosi con sempre maggior convinzione nelle aule di legittimità.

Viene, infatti, quasi letteralmente richiamata la pronuncia secondo cui,

«in base all"art. 66, 3º comma, legge cambiaria, il mancato adempimento, da parte del giratario della cambiale, dell"onere di restituire al proprio girante il titolo "impregiudicato", vale a dire idoneo a legittimare l"esercizio delle azioni cambiarie che gli competono nei confronti del proprio debitore, comporta l"inammissibilità dell"azione "causale" proposta dal giratario che, per propria inattività, abbia lasciato prescrivere l"azione "cambiaria" di regresso spettante al girante, o diretta, spettante al girante che sia anche primo prenditore, e non vale ad escludere tale conseguenza la conoscenza informale che il girante abbia avuto del mancato pagamento dei titoli da lui girati, atteso che l"omesso esercizio dei diritti nascenti dalla cambiale può essere giuridicamente addebitato solo al portatore del titolo, quale unico soggetto legittimato ad esercitarli»

(Cass. 15 luglio 2011, n. 15681, www.dejure.it. In motivazione ampie citazioni giurisprudenziali).

La convenuta nell"azione conclusa da quest"ultima sentenza (una finanziaria con sede a Panama) fondava la tesi respinta dai supremi giudici sulla loro antica pronuncia alla cui stregua

«il creditore che agisca con azione causale, valendosi di cambiali quale prova del proprio credito, può adempiere agli oneri dell"offerta reale e del deposito dei titoli presso la Cancelleria del giudice in un qualsiasi momento del giudizio di merito, purché non oltre la precisazione delle conclusioni, ed è dispensato dall"osservanza di tali oneri qualora l"azione cambiaria sia prescritta»

(Cass. civ., sez. Un., 25 maggio 1984, n. 3221, FI, 1984, I, 2884).

Peccato che questa sentenza — come giustamente ricorda Cass. 15681/2011 — riguarda la fattispecie in cui la prescrizione dell"azione cambiaria intervenga in corso del giudizio di merito.

Invece Cass. 15681/2011 e 18076/2013, attualmente analizzata, considerano un"azione cambiaria prescrittasi prima che quella causale sia avviata.

Analizzando quest"ultima eventualità, Cass. 18076/2013 respinge la tesi, formulata oltre 10 anni addietro dalla Corte di legittimità.

«In base a quanto previsto dall"art. 94, 3º comma, r.d. n. 1669 del 1933 [(l. camb.) — argomenta la S.C.: N.d.A.) —, il comportamento del portatore o di un girante, il quale, dopo aver lasciato prescrivere l"azione cartolare, proponga l"azione causale nei confronti del proprio diretto girante, non pregiudica la possibilità per quest"ultimo, una volta ottenuta la disponibilità del titolo a seguito del pagamento, di esercitare l"azione cartolare verso il traente e verso i precedenti giranti, in quanto la prescrizione dell"azione cartolare si determina autonomamente nei confronti di ciascun obbligato di regresso»

(Cass. 1º aprile 2003, n. 4910, GC, 2004, I, 775).

La reiezione di quest"argomento si fonda sulla corretta interpretazione dell"art. 94 l. camb. La norma si divide in due blocchi:

n  1º e 2º co., relativi alla prescrizione delle azioni cambiarie contro l"accettante, i giranti ed il traente;

n  Il 3º co., riguardante «le azioni dei giranti gli uni contro gli altri e quelle contro il traente». Tali azioni «si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui il girante ha pagato».

Il coordinamento tra queste disposizioni ha originato i contrapposti orientamenti giurisprudenziali ora documentati, nonché ampie discussioni tra gli studiosi (per citazioni v. Cameli 2004, vers. on line).

Le obiezioni svolte dagli scrittori e dai giudici all"opinione «liberale», professata da Cass. 4910/2003, non sono insormontabili, ma lo scrivente  preferisce l"interpretazione restrittiva, fatta propria dalla sentenza in esame.

Ciò perché la S.C. invoca il «principio di autoresponsabilità».

«Il creditore cambiario che abbia colpevolmente smarrito i titoli in suo possesso e, non avendo proceduto al loro ammortamento (così privandosi altrettanto colpevolmente della possibilità di esercitare l'azione pseudocartolare nei confronti dell'originario emittente), abbia determinato il compiersi del termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione cambiaria pur spettante al proprio debitore in regresso verso i precedenti giranti, deve subire le conseguenze sfavorevoli (previste dall' art. 66 della legge cambiaria) dello smarrimento delle cambiali»

(Cass. 12 marzo 2008, n. 6609, QuGi, 7 aprile 2008, 1).

Non si dica che, così ragionando, si fa gravare sul «portatore della cambiale (…) una conseguenza illegittima o sproporzionata». La stessa sentenza infatti ribatte: la «perdita dell"azione causale» è infatti una misura sanzionatoria, che reprime l"inosservanza dell"«onere, concretantesi nell'adottare un comportamento di tutela e protezione dei diritti dell'obbligato di regresso, il quale non deve vedersi pregiudicato nell'esercizio dei suoi diritti cambiari».

Tali diritti sono certo pregiudicati «dalla prescrizione dell"azione cambiaria contro i precedenti giratari del titolo» (Cass. 12 marzo 2008, n. 6609, QuGi, 7 aprile 2008).

2.2      Considerazioni relative agli assegni bancari.

Non convince neppure la tesi (suggerita da Cameli 2004, vers. on line), secondo cui le considerazioni finora svolte rispetto alla cambiale non si applicherebbero all"assegno bancario.

Esso infatti «non può essere accettato. Ogni menzione di accettazione apposta sull'assegno bancario si ha per non scritta» (art. 4 l. ass.). Non esiste quindi, secondo l"opinione in esame (di Cameli 2004, vers. on line), «un obbligato principale».

Ma basta leggere gli artt. 28-30 l. ass. per avvedersi della possibilità che esista «un obbligato principale». Seppure scarsamente noto agli operatori, l"avallo degli assegni bancari è previsto da quelle norme. Il traente degli assegni bancari è l"«obbligato principale», mentre il debitore di regresso è l"avallante.

Con tale argomento si soddisfa una prima esigenza sottostante all"art. 58, 2º co., l. ass.: mettere il titolo nelle mani del debitore adempiente, onde consentirgli il regresso verso eventuali altri obbligati (ciò vale anche ex art. 66, 3º co., l. camb.).

Ma c"è una seconda ratio, che anzi costituisce la principale giustificazione dell"art. 58, 2º co., l. ass. (ciò vale anche ex art. 66, 3º co., l. camb.).

A tale ratio si ispira la sentenza secondo cui,

«nell"ambito di un rapporto di conto corrente bancario, l"esperimento dell"azione causale finalizzata al recupero di un saldo passivo derivante da anticipazioni su girate di assegni bancari, presuppone la restituzione al debitore dei titoli di credito che la giustificano»

(Cass. 10 novembre 2008, n. 26913, FI, 2008, I, 3018).

Quella ratio consiste nell"evitare che «il debitore sia costretto a pagare due volte»:

a) una ex causa, essendo egli tenuto alla prestazione in virtù del rapporto fondamentale del quale è parte;

b) un"altra volta ex titulo, stante l"astrattezza del medesimo

[l"art. 1993, 1º co., c.c. individua infatti nel pagamento un"eccezione reale solo quando si annotato sul titolo. Il pagamento del debito ex causa, peraltro, non sempre trova evidenza cartolare].

Oggi gli assegni liberamente trasferibili hanno rilievo marginale (potendoli emettere solo per importi inferiori ad € 1000,00).

Tuttavia in questi casi l"esigenza di proteggere il debitore contro «il rischio del doppio pagamento» esiste.

Dunque non si comprende perché le considerazioni svolte (da ultimo) da Cass. 18706, attualmente esaminata, non dovrebbero valere anche riguardo agli assegni bancari.

3    Bibliografia.

Briolini F.

2010    Cambiale. In BBTC, I, 418.

Cameli S.

2004    Azione causale e titolo di credito   «pregiudicato»: si consolida l"orientamento della Cassazione sull"autonomia   dei termini di prescrizione delle azioni cambiarie di ulteriore regresso.   In GC, I, 777.

Manente D.

2007    Assegno   bancario e assegno circolare. In Il diritto - Enc. Giur., I, 679.

Pavone La Rosa A., Martina G. & Urbano A.

2007    Cambiale. In Il diritto - Enc.   Giur., III, 633.

Sigillò E.

2010    Riflessioni sull"art. 66, 3º comma, c.d.   «legge cambiaria». In QuGi, 20 ottobre 2010, 1.



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