Legislazione e Giurisprudenza, Processo di cognizione -  Mazzon Riccardo - 2013-11-13

AZIONE DI REGOLAMENTO DI CONFINI E DISTRIBUZIONE DELL'ONERE DELLA PROVA - RM

La particolare conformazione dell"azione di regolamento di confini – vindicatio duplex incertae partis –

"l'azione di regolamento di confine è azione c.d. duplice, perché a ciascuna delle parti spetta l'onere di provare l'estensione del proprio fondo, onde determinare la linea di demarcazione con il fondo del vicino; pertanto, il giudice non può arrestare la propria indagine all'esame dei titoli di una sola parte, ma deve prendere in considerazione anche quelli dell'altra parte e procedere all'esame dei luoghi per riscontrare la corrispondenza del confine a quello risultante dall'esame comparativo del titoli, determinando, in caso di difformità, il confine sulla base dei titoli stessi. Se, viceversa, i titoli non contengono elementi per la determinazione del confine, il giudice deve ricorrere ad altri mezzi di prova, attenendosi in mancanza di altri elementi, alle mappe catastali" Cass. 28.11.89, n. 5183, gcm, 1989, 11 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -;

ha notevoli implicazioni in ordine alla distribuzione dell"onere della prova, non venendo in contestazione i titoli d'acquisto;

"nell'azione di regolamento di confini, non venendo in contestazione i titoli d'acquisto, bensì soltanto la determinazione quantitativa della proprietà dei fondi confinanti, l'attore è sollevato dall'onere di provare il suo diritto dominicale in forza di un titolo di acquisto originario o derivativo risalente a un periodo di tempo idoneo per la usucapione, mentre all'onere della prova soggiacciono entrambe le parti in eguale misura, dato il carattere dell'azione, intesa come "vindicatio duplex" incertae partis, e al giudice, svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur" spetta un amplissimo potere di scelta e di valutazione dei mezzi probatori liberamente forniti dalle parti ..." Cass. 7.7.86, n. 4427, GI, 1987, I,1,845; GCM, 1986, 7;

infatti, detto onere è equamente distribuito tra le parti in causa

"l'azione di regolamento di confini riconosce al giudice poteri ampi ed è svincolato dal principio "actore non probante, reus absolvitur" poiché l'onere di indicare gli elementi utili per la determinazione del confine grava su entrambe le parti e dall'altra gli dà ampia facoltà di scegliere gli elementi decisivi, salvo solo il carattere sussidiario attribuito alle risultanze catastali" Corte app. Palermo 22.3.94, DGA, 1996, 328 – recentemente conforme, in quanto la controversia tra proprietari confinanti che, senza porre in discussione i relativi titoli di proprietà, dibattano esclusivamente sull'estensione dei fondi, deve essere certamente e correttamente qualificata come azione di regolamento dei confini, con conseguente onere probatorio posto a carico di entrambe le parti. Nel giudizio di regolamento di confini, invero, le posizioni dell'attore e del convenuto sono sostanzialmente uguali, incombendo su entrambi l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine. Qualora, tuttavia, siffatto onere probatorio non risulti compiutamente assolto, stante in ogni caso il dovere del giudice di provvedere nel merito, procedendo all'individuazione dell'esatta linea di confine tra i fondi, deve ritenersi sussistente in capo al medesimo un discrezionale potere di scelta e valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, nonché un potere di integrare o disattendere i medesimi con il sussidiario ricorso alle mappe catastali, in caso di loro insufficienza, ovvero inidoneità alla necessaria determinazione del confine: Corte appello Palermo, sez. II, 26/01/2009, n. 78 - Guida al diritto 2009, 15, 68 (s.m.)

ed il magistrato, pur essendo vincolato, dall"articolo 115 c.p.c., alle prove dedotte in giudizio,

"in tema di regolamento di confini, il principio secondo il quale il giudice - data la natura dell'azione di vindicatio duplex incertae partis, caratterizzata dall'incombenza su entrambe le parti dell'onere di indicare gli elementi utili all'accertamento - è svincolato dalla regola actore non probante reus absolvitur e deve, quindi, determinare il confine in base agli elementi probatori di qualsiasi specie ritenuti più attendibili, con prevalenza degli atti traslativi della proprietà, va necessariamente coordinato con il principio della disponibilità delle prove sancito dall'art. 115 c.p.c., in forza del quale il giudice non può disporre d'ufficio, oltre i limiti di cui agli art. 117, 118, comma 1, 191 e 219 c.p.c., l'acquisizione al processo di elementi probatori non offerti o richiesti dalle parti. Da ciò deriva che il giudice, mentre può eseguire ispezione dei luoghi e disporre consulenza tecnica, non può ordinare alle parti la produzione dei rispettivi titoli di acquisto e, così pure, il consulente tecnico nominato, mentre può consultare gli atti del catasto e acquisire, ai sensi dell'art. 213 c.p.c., le planimetrie catastali, non può prendere in esame, neppure se ne abbia appreso gli estremi attraverso dette consultazioni, i titoli di acquisto dei fondi non prodotti in giudizio dalle parti" Cass. 11.2.87, n. 1491, GCM, 1987, 2;

è sempre e comunque tenuto a provvedere nel merito,

"la controversia tra proprietari confinanti in cui, senza porre in discussione i titoli di proprietà, si dibatta esclusivamente sulla estensione dei rispettivi fondi va qualificata come regolamento di confini, con l'effetto che l'onere della prova, diversamente da quanto avviene nel giudizio di rivendica, incombe su entrambe le parti e che il giudice, se esso non è compiutamente assolto, è comunque tenuto a provvedere nel merito, indicando il confine come delineato nelle mappe catastali" Cass. 31.5.06, n. 12891, GCM, 2006, 10 – recentemente conforme, nel senso che nell'azione "finium regundorum" i proprietari di due fondi vicini devono entrambi farsi carico dell'onere della prova, in quanto la natura dell'azione mette l'attore e il convenuto sullo stesso piano, incombendo a ciascuno di essi di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine, mentre il giudice - svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur" - ha un amplissimo potere di scelta e valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, salvo, nell'ipotesi di mancanza di prove o di inidoneità delle prove disponibili, il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali: Cassazione civile, sez. II, 11/03/2009, n. 5881 M.A. c. S.S. ed altro Diritto & Giustizia 2009

non restando spazio alcuno per eventuali pronunce di soccombenza per mancato assolvimento dell"onere della prova (nella pronuncia che segue, ad esempio, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che, ritenuta l'insufficienza dei titoli d'acquisto - derivando i fondi da unico appezzamento - aveva attribuito decisiva rilevanza per la determinazione del confine al tipo di frazionamento al quale si erano concordemente rifatte le parti):

"nel giudizio di regolamento di confini, che ha per oggetto l'accertamento di un confine obiettivamente e soggettivamente incerto tra due fondi, le posizioni dell'attore e del convenuto sono sostanzialmente uguali, incombendo su ciascuno di essi l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione della esatta linea di confine, mentre il giudice, che ha un discrezionale potere di scelta e di valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, può anche integrare o disattendere gli elementi raccolti con il sussidiario ricorso alle indicazioni delle mappe catastali, in caso di loro insufficienza od inidoneità alla determinazione del confine. L'omessa produzione del titolo d'acquisto di uno dei fondi confinanti non comporta, pertanto, la soccombenza per mancato assolvimento dell'onere della prova, ma solo la conseguenza di imporre e giustificare il ricorso ad altri mezzi di prova" Cass. 13.2.06, n. 3082, GCM, 2006, 2.

Quanto sopra, in relazione alla finalità dell"azione che ci occupa, ossia imprimere certezza ad un confine obiettivamente o subiettivamente incerto tra due fondi,

"in relazione alla finalità dell'azione di regolamento di confini, che è quella di imprimere certezza ad un confine obiettivamente o subiettivamente incerto tra due fondi, l'art. 950 c.c. riconosce al giudice poteri più ampi di quelli spettantigli nelle controversie di rivendica e di accertamento della proprietà, svincolandolo, per un verso, dall'osservanza del principio actore non probante reus absolvitur, poiché l'onere di indicare gli elementi utili grava su entrambe le parti, e dandogli, per altro verso, ampia facoltà di scegliere gli elementi ritenuti decisivi o di avvalersi di più elementi concordanti, senza fissare alcuna graduatoria di importanza tra gli stessi, a parte il carattere di sussidiarietà esplicitamente attribuito alle indicazioni delle mappe catastali" Cass. 15.4.87, n. 3731, GCM, 1987, 4

finalità che consente l"utilizzo di qualsivoglia mezzi di prova, come, ad esempio, il posizionamento del muro comune:

"in tema di azione di regolamento di confini, che è diretta a determinare l'estensione e la configurazione dei fondi contigui, rese confuse dall'incertezza del confine, la prova della suddetta estensione e configurazione può essere data con ogni mezzo, e il giudice, dato il carattere di "vindicatio duplex incertae partis" dell'azione medesima, è del tutto svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur", dovendo, invece, determinare il confine in relazione a quegli elementi che gli sembrano attendibili. (Nella specie, il giudice del merito aveva desunto i confini, valorizzando da una parte i dati catastali e dall'altra il posizionamento di un muro divisorio comune)" Cass. 3.5.01, n. 6189, GCM, 2001, 917.



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