Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Mazzotta Valeria - 2015-01-28

AZIONE EX ARTT. 330 E 333 C.C. PUO' ESSERE DI COMPETENZA DELLA CORTE D'APPELLO - Cass. 1349/2015 - V. MAZZOTTA

Azione per la limitazione o decadenza dalla potestà genitoriale

Riparto di competenza tra Tribunale per i Minorenni e Tribunale Ordinario

La competenza è attribuita all giurisdizione ordinaria se l'azione è proposta quando già pende un procedimento di separazione o divorzio. Se la relativa sentenza è stata impugnata o pendono i termini per il gravame, la competenza è attribuita alla Corte d'Appello

La Cassazione fa chiarezza sull"interpretazione dell"articolo 3 comma 1 della legge 219/2012, che si applica ai procedimenti in corso istaurati dal 1° gennaio 2013.

In tema di limitazione e decadenza dalla potestà genitoriale, la competenza è ripartita non solo tra Tribunale per i Minorenni e Tribunale Ordinario, ma anche all"interno della giurisdizione ordinaria, e ciò al fine di garantire la concentrazione delle tutele in capo a un unico organo giudicante.

Si vuole così evitare che per la stessa situazione conflittuale possano essere aditi due diversi  organi giudiziari, con i rischio dell"adozione di decisioni tra loro contrastanti.

Il pregio di tale interpretazione sta anche nell"evitare la proposizione di azioni esclusivamente volte a privare d"efficacia decisioni scomode, facendo leva su una conoscenza parziale della situazione conflittuale o sull"allegazione di fatti diversi.

La norma che attribuisce la competenza generale al tribunale per i minori in caso di decadenza della potestà sui figli minori va infatti derogata in favore del Tribunale Ordinario quando è in corso un procedimento di separazione o divorzio. L"eccezione è imposta dal principio dell"interesse preminente del minore che trova migliore garanzia concentrando le tutele in capo a un solo giudice.

Con l"ordinanza 1349/2015, la Suprema Corte chiarisce ulteriormente che, quando la sentenza di separazione o divorzio sia stata appellata o penda ancora il termine per impugnarle e risultino contestualmente proposte azioni dirette a ottenere provvedimenti per limitare o inibire la responsabilità genitoriale, la competenza a conoscerle è attribuita alla Corte d"appello in composizione ordinaria e non al Tribunale.

Tale lettura non violerebbe il principio di identità delle parti a causa della minore partecipazione del Pm nelle controversie tra genitori davanti al giudice ordinario.



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