Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-11-04

AZIONE PER REGOLAMENTO DI CONFINI: L'EFFICACIA DELLA PROVA PER TESTIMONI - RM

Particolare risalto necessita attribuire, nella materia che ci occupa, alla prova testimoniale,

"la prova del confine tra fondi, nell'azione di regolamento ai sensi dell'art. 950 c.c., può esser data con qualsiasi mezzo, anche testimoniale, spettando al giudice del merito scegliere le risultanze probatorie decisive" Cass. 26.7.99, n. 8072, GCM, 1999, 1717 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -,

spesso utilizzata in tandem con la consulenza tecnica d'ufficio:

"in presenza di controversia in ordine all'uso di un cortile da parte di confinanti, decisive sono le prove testimoniali e la c.t.u. Qualora dalle dichiarazioni dei testi non si desume alcuno sconfinamento, confermato dalle risultanze della c.t.u., che esclude la necessità di fissare i confini essendo gli stessi già determinati, il cortile è da considerarsi parte comune ad entrambi i fondi" Tribunale Salerno, sez. II, 01/12/2009, n. 2528 - Redazione Giuffrè 2010.

Naturalmente, la prevalenza è da darsi senz"altro agli atti traslativi,

"in tema di regolamento di confini, ossia di azione diretta a determinare l'estensione e la configurazione di fondi contigui, rese confuse dall'incertezza dei limiti, la prova della suddetta estensione e configurazione può essere data con ogni mezzo, e il giudice, dato il carattere di "vindicatio duplex incertae partis" dell'azione medesima, è del tutto svincolato dal principio "actore non probante reus ab solvitur", dovendo invece, per ogni caso, determinare il confine in relazione a quegli elementi che gli sembrano attendibili. Ai fini di detta determinazione, se va data prevalenza agli atti traslativi della proprietà, in quanto contenenti utili indicazioni sull'estensione dei fondi confinanti, è peraltro utilizzabile ogni mezzo istruttorio, anche di carattere tecnico e preventivo e persino la prova testimoniale (fermo il vaglio dell'ammissibilità e della concludenza della medesima), avendo le risultanze catastali, ai sensi del comma 3 dell'art. 950 c.c., valore meramente sussidiario" Cass. 8.11.85, n. 5459, GCM, 1985, 11;

che, anzi, relegano la prova testimoniale a prova in qualche modo subordinata:

"in tema di azione di regolamento di confini, ai sensi dell'art. 950 c.c., in ossequio al principio della forma scritta per la costituzione, il trasferimento e la modifica di diritti reali, previsto dall'art. 1350 c.c., che rende di norma inammissibili per irrilevanza, ai fini della determinazione dell'oggetto degli inerenti titoli, la prova per testimoni, di questa può tenersi conto solo in via residuale, qualora sulla base degli oggettivi elementi forniti dai titoli e dal frazionamento in essi richiamato, sia risultato comunque incerto il confine" Cass. 12.11.07, n. 23500, GCM, 2007, 11.

In ogni caso, la testimonianza comunque prevale sulle mappe catastali,

"in tema di regolamento di confini, le mappe catastali sono un mezzo di prova sussidiario e subordinato, che, pertanto, è inutilizzabile allorché il giudice del merito ritenga, con tipico apprezzamento di fatto, di poter identificare il confine reale mediante il ricorso ad altri elementi probatori (nella specie, dichiarazioni testimoniali e situazione dei luoghi)" (Cass. 18.5.81, n. 3284, GCM, 1981, 5),

anche se, necessita osservare,

"non è mezzo congruo, al fine di accertare se l'esatto confine tra due fondi sia quello in atto esistente od altro diverso, l'ammissione di una prova testimoniale diretta a dimostrare che il convenuto nell'azione di regolamento di confini, e, prima di lui, il suo dante causa hanno posseduto il fondo nella situazione di fatto in atto esistente, giacché la questione da risolvere, a meno che non sia stata eccepita l'usucapione, è proprio quella di determinare se il fatto del possesso, attuale od anteriore, della zona di confine corrisponde al confine quale avrebbe dovuto essere secondo i titoli di acquisto" Cass. 12.1.77, n. 129, DGA, 1979, 298.



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