Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-01-19

BAMBINI E BAMBINE – Maria Rosa PANTÉ

La crociata dei bambini.

I bambini soldato.

Guerre in cui arruolare ragazzini di 16 anni: Germania seconda guerra mondiale.

E poi il video (forse falso) del bambino che ammazza i prigionieri kazaki.

I nostri bambini, figli di padri mafiosi che fanno la stessa cosa: macelleria.

Niente di nuovo, mai niente di nuovo.

La crudeltà.

Il male è noioso, ripetitivo, nessun guizzo, tutto è stato fatto di terribile.

Tutto è stato detto.

Si può ripetere, non c'è dubbio.

Si potrà essere, nel male, più organizzati, più tecnologici.

I bambini bomba. Le bambine bomba in Nigeria.

I bambini scudi umani in Siria e in ogni parte del mondo. In ogni tempo.

Che cambia dai bambini mandati alle crociate? Solo la tecnologia.

Il bambino costretto a lavorare. Un'altra forma di morte.

Le bambine date in spose a uomini adulti (e pedofili): dissanguate. Un altro tipo di morte.

Il bambino da sempre è una cosa che serve all'adulto: per vezzeggiarlo, per violentarlo, per farlo come fosse un altro sé.

Il bambino viziato, obeso, maleducato, ignorante è un bambino mutilato.

Il bambino rispettato per quello che è: un bambino da accudire, cui insegnare, perché è lui e nessun altro, forse è un livello di evoluzione che gli esseri umani ancora non hanno raggiunto.

E comunque la macelleria è noiosa. Noiosa!

Ancora qualche video efferato e l'ISIS sarà una fiction da guardare distratti. L'ISIS e tutto ciò che vuole terrorizzare.

Però...

Restano le vittime, restano le vittime, restano le vittime.

Ma Lauso morto i compagni sullo scudo portavano

in pianto, grande e da grande ferita abbattuto.

Capì di lontano quel gemito il cuore presago.

I bianchi capelli insudicia con molta polvere, giunte

al cielo tende le mani, si getta sul povero corpo:

"Tanta voglia di vivere, figlio, m'ha vinto,

che in vece mia te lasciassi, te, mia creatura,

sotto la destra nemica? Per queste tue piaghe son salvo

io, tuo padre, vivo della tua morte! Ah, questo sì, misero,

questo è strazio mortale..."

Così un padre che portò il figlio in guerra, così alla morte del figlio Virgilio nell'Eneide (libro X) ne descrive lo strazio. Il padre è Mezenzio, il figlio Lauso.



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immagine A3M

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