Changing Society, Minori, donne, anziani -  Redazione P&D - 2014-03-21

BAMBINO, ASCOLTO, CONVEGNO REGGIO, IDEE SPARSE - Elena GIANCOTTI REITER

Tra gli  invitati al Convegno di Reggio Emilia del 6 giugno 2014 (la locandina sarà on line nella rubrica 'Convegni' fra qualche giorno)  c'era anche Elena Giancotti Reiter, che non può vanire, ma seguirà i lavori da lontano.-----------
Non ho risposto fino ad adesso perché mi mancavano alcune informazioni sugli appuntamenti delle università.Purtroppo non posso esserci, tra esami e feste di famiglia.Mi piacerebbe però accompagnarvi dalla Germania … Magari se avete bisogno di informazioni sui i temi del convegno (sia in chiave giuridica che pedagogica) nella prospettiva d"oltralpe …Qui per esempio si discute molto sul tema della partecipazione dei bambini nei processi educativi. Al centro c"è l"Art. 12 della Convenzione dei diritti del fanciullo, che riconosce al bambino "capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità".Ecco, in Germania come in Europa - ma proprio partendo dall"esempio di REggio Emilia!!! - questa norma è persa non solo come fondamento di (più o meno) sensati provvedimenti giuridici, ma anche come fine di una rivoluzione pedagogica/culturale che vede il bambino - i deboli? - al centro di un cambiamento delle nostre agende.Il problema, si vede subito, è rappresentato da quel "capace di discernimento", che limita il campo di azione della norma.Quand"è che il bambino è capace di discernimento? Il pedagogista sta imparando a puntare i piedi e dice: subito, dalla nascita. Certo che alcune decisioni vengono prese insieme con l"adulto, nei limiti delle possibilità. Ma non devono esistere decisioni che prescindono dall"aver preso in considerazione il parere del bambino. Ad iniziare dal cambio del pannolino, alla scelta della pappa, per finire alla scelta degli alberi che stanno nel cortile della scuola. Restituire al Bambino dignità e senso di esserci.Perchè cambio dell"agenda? Inizia dalla pianificazione territoriale, alla decisione se seppellire la sigaretta spenta nella sabbia, in vista del fatto che il bambino sulla spiaggia se la potrà poi ingoiare …Perchè "partecipazione"? perchè i nidi e le scuole devono uscire dalla logica della prestazione dei servizi. Non è come raccogliere la spazzatura, per intenderci.I servizi all"infanzia sono "formazioni sociali". È dove il bambino vive e sviluppa la propria personalità 8 ore al gioro, se gli va bene - possono  anche diventare 12 … (12 ore di scelte fatte per te, nel tuoi interesse, per il tuo bene, per il tuo futuro … ma tu chi sei, alla fine?).Si tratta allora di sentirsi responsabili per la voce dei bambini, e rendere loro responsabili per la loro voce. Non ci deve essere un ago che si muove in un Comune, se i gestori dei servizi dell"infanzia non hanno dato il loro consenso, INSIEME AI GENITORI. Che appunto NON delgano i compiti educativi ai servizi, ma partecipano alla vita politica insieme.È ora che i muri dei nidi, delle scuole vengano abbattuti.Il bambino  non viene consegnato all"istituzione, che lo conserva ben benino fino alla maggiore età al riparo dai pericoli. È invece così, che la famiglia entra in un contesto sociale, in cui il bambino cresce e che cresce con lui. E questo contesto vive in una comunità di cui occupa, insieme agli adulti, tutto lo spazio vitale disponibile.Significa trasformare le città in un unico asilo?No - al contrario. Questo è di nuovo un difetto dell"arroganza degli adulti: immaginare che per un bambino sia interessante soltanto il saltare in mostruosi e puzzolenti castelli gonfiabili rintronati dalla musica … MA è questa la cosa più bella che possiamo regalargli? Un centro commerciale, dove non vive nessuno, nessuno fa in realtà niente, se non appunto comprare, spendere e mangiare,  l"aria è cattiva e la musica assordante?Siamo diventati ben poveri, come non mai, cerchiamo solo di coprirlo ….  Spero proprio che i grandi pedagisti del passato, che hanno detto che i bambini imparano dai modelli, abbiano torto, perchè altrimenti abbiamo un grande problema…C"è tanto di giuridico, qui dentro, dalla cittadinanza, alla capacità, alla partecipazione, alla democrazia …È di questo che avrei parlato a REggio, e anche perchè è scientificamente provato che i bambini non avrebbero bisogno dell"animatore, se non fosse per il fatto che sono in punto di morte … e che ogni volta che gli viene in mente qualcosa di sensato (arrampicarsi, correre, sporcarsi, verificare la velocità di scioglimento della cioccolata a temperatura corporea …), l"adulto non è mai pronto ad accoglierlo ….  ma forse c"è qualcuno che ne parla già - o anche che ha voglia di preparare con me un contributo, e poi portarsi i temi in tasca per il convegno.



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