Articoli, saggi, Autodeterminazione -  Scozzafava Guendalina - 2014-02-15

BELGIO:EUTANASIA ANCHE AI MINORI -Guendalina SCOZZAFAVA

Eutanasia anche ai minori   Il  Belgio ha approvato una proposta di legge che consente l'applicazione dell'eutanasia anche ai minorenni.

La morte assistita  per bambini  ha già trovato riscontro positivo sia in commissione Giustizia e affari sociali del Senato che alla camera bassa rendendo così effettivamente applicabile la proposta di legge anche ai bambini malati terminali, qualora sia raggiunta la soglia minima di età fissata a 12 anni.  Gli elementi fondamentali per l'applicazione della legge sono: il consenso del medico e la richiesta volontaria e consapevole del malato, oltre che ovviamente un livello di sofferenza divenuto ormai insopportabile e non alleviabile.

Alla base di questa legge assume una posizione preponderante anche la sofferenza psicologica che verosimilmente ha permesso di superare le reticenze psichiche che albergano nell'animo umano quando ci si pone dinnanzi al binomio morte/ bambino.  Per tale motivo la morte per eutanasia verrà considerata a tutti gli effetti morte naturale. L' innaturalità di una sofferenza dilaniante nel indifeso corpo di un bambino e' indubbiamente insopportabile, il dubbio resta circa la capacità di discernimento necessaria per l'accompagnamento alla morte. Il capo primo della carta dei diritti fondamentali dell"Unione Europea  tutela la dignità e il rispetto della persona come diritto inviolabile dell'individuo  che si amplifica e rafforza nel secondo dopoguerra grazie all"affermarsi del principio di autodeterminazione in tutte le decisioni relative al proprio corpo.

Nel processo di Norimberga contro i crimini commessi dai medici nazisti e poi nel 1946 nel codice che da quel processo prende il nome, si affronta la questione della limitazione del "potere" medico che, se non controllato, potrebbe arrivare a calpestare la dignità delle persone o arrivare, come la storia ci ha dimostrato, alla perpetuazione di efferati crimini. Dal processo di Norimberga il consenso del paziente diviene la fonte primaria di legittimazione dell"operato del medico e neanche il principio dell"agire per il bene del paziente trova giustificazione se non è supportato dall"autorizzazione del paziente stesso. Dal codice di Norimberga il principio viene esportato in molti documenti che lo hanno succeduto, tra questi la dichiarazione di Helsinki del 1964 e a seguire negli altri documenti internazionali e sovranazionali .

Il processo di internazionalizzazione che hanno vissuto i diritti umani, ad esempio attraverso l'adesione dell"Unione alla CEDU, ha fatto si che le regole vengano sempre più richiamate ad una dimensione globale che declini i principi universalmente riconosciuti quali dignità, eguaglianza, autonomia e autodeterminazione quale condizione essenziale per il rispetto della vita privata, della dignità e della libertà individuale.

L'unico dubbio che permane dunque è quello della capacità di autodeterminazione necessaria per l'espressione volontaria e consapevole del malato: piccolo, fragile, dolorante, impaurito.



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