Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-02-28

BIBLIOTECHE - Maria Rosa PANTÉ

Ahahahahaha. Bello cominciare una giornata facendosi una risata. Un'altra petizione. Un'altra petizione sulla scuola. Addirittura su quei dinosauri delle biblioteche scolastiche, neanche fosse la storia dell'arte, decapitata come la Nike di Samotracia; o l'assenza della musica, che un "O sole mio" lo sappiamo imbroccare tutti. Nemmeno si raccogliessero firme contro le classi pollaio, quelle che, secondo la sicurezza ci devono stare 25 alunni e ne stipano più di 30 e poi crollano i soffitti. Scusate il qualunquismo esagerato. Oh, ma è davvero così?

Un altro accorato appello per la scuola, proprio ora, ora che arriva l'ennesima riforma scolastica.
Il rapporto della politica e anche della società con la scuola è ambivalente e schizofrenico. La scuola resta pur sempre un luogo di prestigio e che ha una sua utilità: il luogo in cui si formano i cittadini e si tramanda la cultura di un Paese. Ma... è fatta da insegnanti. Una scuola con le stesse potenzialità e funzioni senza gli insegnanti mica sarebbe male.

Gli insegnanti sono buoni, talvolta eccellenti e anche meno buoni, non c'è dubbio. Credo che, come ovunque, prevalga una media di seria, attenta professionalità.

Ma il lavoro dell'insegnante è un lavoro diverso da tutti, implica un coinvolgimento molto più profondo. Un insegnante alla fin fine sa di essere anche un esempio per i suoi allievi. Non è facile, soprattutto quando il modello fuori della scuola è molto diverso da quello del professore sfigato, povero, rinsecchito sui libri. Questa è l'immagine tipo ovviamente.

Il professore trasmette il sapere, cosa che, per me, rappresenta comunque il primo compito della scuola. Perché il conoscere educa e l'educazione senza conoscenza non esiste. Dunque nel suo principale compito che è la trasmissione del sapere il professore è certo agevolato dalle nuove tecnologie che io apprezzo moltissimo e uso abbondantemente, ma le radici, la terra fertile, il tesoro del suo sapere sono nei libri (anche gli e-book certo). Il cuore del sapere di ogni luogo in cui l'uomo viva è il libro, scritto o magari l'uomo libro delle civiltà a cultura orale. Il libro. Tanti libri insieme sono una ricchezza tale che è difficile per me dirvela. Sono tanti mondi che si incrociano e si rispettano, sono tante porte per noi su questi mondi. Non so come dire il miracolo che pochi segni simbolici variamente combinati, cioè l'alfabeto, possono compiere (pari al linguaggio simbolico della matematica naturalmente).

Ecco, ogni scuola ha un tesoro più o meno grande, io ne ho uno di migliaia di volumi, nella mia scuola, l'Istituto Superiore d'Adda a Varallo. Io sono lì perché sono fuori ruolo per motivi di salute, e quindi mi occupo anche dei libri. Ma la figura del bibliotecario non c'è in tutte le scuole e i tesori vanno alla deriva, forse non ci sarà l'ISIS a distruggere platealmente le statue e i libri (pensate a quanta importanza gli danno) e la storia, ma ci sono l'indifferenza, l'incuria, la morte.

E così sono qui a dirvi che c'è una petizione, sulla scuola, sulle biblioteche e, dopo la prima ovvia risata di scetticismo, vi chiedo di farvi seri e di firmarla. è promossa da varie associazioni, la prima è la rete di biblioteche scolastiche TorinoReteLibri.

La petizione è qui

https://www.change.org/p/al-signor-presidente-del-consiglio-matteo-renzi-per-leggere-e-fare-ricerca-nella-scuola-italiana-come-in-europa
Per farvi anche un po' sorridere vi ripropongo un video-quiz sulla letteratura, i libri e le biblioteche: https://www.youtube.com/watch?v=ZBBAb_c6yy0



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