Changing Society, Minori, donne, anziani -  Mottola Maria Rita - 2013-11-20

BLITZ DEI NAS. MA GLI ANZIANI NON SONO LA NOSTRA MEMORIA? - Maria Rita MOTTOLA

La notizia che il nucleo dei Carabinieri antisofisticazioni alimentari ha compiuto l'ennesimo intervento per scongiurare situazioni igieniche e alimentari dannose per i ricoverati presso strutture assistenziali, di anziani e disabili, non fa più notizia. Troppe volte è accaduto, è frutto di quella cultura dello scarto che imperversa.

L'anziano diventa un peso insopportabile per la collettività: costa troppo in termini di assistenza e di elargizione di pensioni e sussidi. In compenso si grida allo scandalo quando si sollevano questioni morali sull'uso invasivo di medicinali che, forse allungano la vita, ma creano una vita di grande sofferenza. La vita deve essere vissuta sino all'ultimo suo momento in pienezza e non ci è dato sapere se la malattia, sorpattutto quella mentale, alteri veramente l'essere vivi. Ma è anche necessario porsi il problema sull'accanimento terapeutico e sulle sue conseguenze. Quale vita offriamo ai nostri anziani? Nella mia attività di AdS frequento case di riposo, pulite, ordinate, asettiche. Che tristezza ho provato pochi giorni fa entrando nel solito stanzone ore si trovavano gli ospiti e veder appesi un cappello arancione e due piccole streghe in onore di Halloween? Una festa (se così si può chiamare) così lontana dalla loro tradizione, dai loro ricordi! Che senso può avere?

Ed è propri nei ricordi che l'anziano può ritrovarsi, può mantenere un rapporto con il mondo esterno e con gli altri. Alcune attività funzionano come la peet terapy, ma non sempre è accettata l'invasione nei locali comuni e nella loro vita, ormai appiattita nella vuotezza di eventi. Certo la presenza di persone amiche, le visite e gli incontri possono rievocare momenti, sensazioni e ricordi.

Ma la verità (l'avevamo già scritto dalle pagine di questa rivista) risiede nella considerazione che la società nutre per gli anziani come accade in Giappone o in Sardegna. In Giappone gli anziani sono considerati una ricchezza per la venerazione che quel popolo riserva agli Avi, in Sardegna sono ancora circondati di amore dai familiari. E questa considerazione che li mantiene vivi così a lungo, sino  al momento in cui la vita fuggirà da loro, è questo amore che conserva la loro dignità.

Dobbiamo agire con consapevolezza e non mossi dalla urgenza del momento. Dobbiamo denunciare gli abusi di coloro che mal gestiscono le strutture ma anche immaginarci un altro destino per i nostri anziani, altre forme di convivenza, altre forme di assistenza, altri percorsi di recupero.

E' in gioco la loro dignità e il nostro passato, senza il quale il futuro non può nascere.



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