Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-05-16

BREVE STORIA DEL REGIME SANZIONATORIO INERENTE ALL'ABUSIVISMO - RM

Premesso che la mancata osservanza delle regole imposte dalla legge e dalla pubblica amministrazione a tutela dell"interesse pubblico, anche riguardante distanze e confini, comporta, oltreché la sempre possibile tutela giurisdizionale del terzo danneggiato, anche una responsabilità amministrativa, in capo a chi tali regole non abbia rispettato [si tratta, in ultima analisi, di un tipico fenomeno di c.d. abusivismo edilizio, sommatoria tanto del comportamento antigiuridico dell'abusivista, quanto del comportamento omissivo del soggetto pubblico chiamato a far rispettare le norme violate (cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto):

"l'amministrazione, anche una volta decorso il termine di trenta giorni di cui all'art. 23 comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001, può esercitare il suo generale potere di controllo sulle attività di trasformazioni edilizie del territorio - per il quale l'art. 27 comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001 non prevede alcun termine di decadenza, sia quando le opere in corso o realizzate non corrispondano a quelle oggetto della Denuncia Inizio Attività, sia quando le opere non possono essere realizzate con una semplice d.i.a. perché richiedono il permesso di costruire: infatti, il suddetto termine di trenta giorni è previsto solo per la verifica della sussistenza delle condizioni richieste dall'art. 23 comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001, ma non può certo essere riferito al generale potere di controllo sulle attività di trasformazioni edilizie del territorio, previsto dall'art. 27 comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001, né al generale potere di agire in via amministrativa a tutela dei diritti demaniali e di uso pubblico" T.A.R. Lombardia Milano 17.1.06, n. 72, FA, 2006, 1, 10 – conforme, precisando come l'art. 27 DPR n. 380 del 2001 riconosce all'Amministrazione Comunale un generale potere di vigilanza e controllo su tutte le attività urbanistico-edilizie del territorio, ivi comprese quelle riguardanti immobili sottoposti a vincolo storico-artistico e impone l'obbligo, per il dirigente, di adottare immediatamente provvedimenti definitivi, al fine di ripristinare la legalità violata dall'intervento edilizio realizzato, mediante l'esercizio di un potere-dovere del tutto vincolato dell'organo comunale, senza margini di discrezionalità, diretto a reprimere gli abusi edilizi accertati: T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 14/11/2011, n. 5334 D.N.G ed altro , c. Com. Napoli, Min. per i beni e le Attività culturali Red. amm. TAR 2011, 11],

lo Stato, nel tempo, ha utilizzato differenti sistemi sanzionatori per perseguire (e prevenire) il fenomeno dell"abusivismo edilizio, sistemi che così possono, riassuntivamente, essere elencati:

  1. il sistema basato esclusivamente sulla demolizione e modifica delle opere abusive (artt. 31 e 41 delle legge urbanistica del 1942);
  2. l"integrazione del sistema precedente, attraverso l"introduzione di una sanzione pecuniaria equivalente al valore delle opere abusive cui fosse impossibile la riduzione in pristino (art. 13 l. 765/1967);
  3. l"introduzione delle nuove figure dell"acquisizione gratuita, della sanzione pecuniaria doppia rispetto al valore dell"abuso nonché dell"obbligatorietà dell"intervento sanzionatorio statale (artt. 15 e 17 l. n. 10 del 1977);
  4. l"estensione (ad oggi in atto) delle attività soggette ad autorizzazione;
  5. la stretta finale operata dalla legge n. 47 del 1985, con l"amplificazione delle sanzioni penali e l"introduzione dell"automatismo mancata demolizione/acquisizione gratuita dell"immobile e del terreno:

"il regime sanzionatorio di cui all"art. 4, co. 2, l. n. 47/1985, per il quale è prevista la demolizione dei manufatti abusivi realizzati su aree soggette a tutela ambientale e il ripristino dello stato dei luoghi è applicabile, in base al combinato disposto di cui agli articoli 31, 32 e 33 della stessa l. n. 47 del 1985, alle costruzioni abusive anche se realizzate in epoca anteriore all'imposizione del vincolo ambientale ex l. n. 431/85, se non sia stata presentata domanda di concessione edilizia in sanatoria o comunque non sia stata rilasciata tale concessione" Consiglio di Stato, sez. V, 02/11/2011, n. 5838 Com. Parma c. Petrazzoli Redazione Giuffrè 2011.



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