Changing Society, Generalità, varie -  Belotti Andrea - 2014-01-24

BRUTTA STORIA NON AVER STUDIATO - Andrea BELOTTI

Tanto tempo fa, in un paese molto lontano, nacque un re  molto amato dal suo popolo. Prima di morire chiamò davanti a sé tutti i suoi sudditi e chiese loro se fosse stato un buon re.

Tutti lo acclamarono a gran voce, si dissero molto dispiaciuti della sua prossima dipartita e gli chiesero di dare loro un ultimo saggio consiglio che consentisse loro di vivere per sempre in pace e in serenità. Il re rifletté a lungo e poi, con un lungo sospiro disse: "ve lo darò solo a patto che tutti promettano solennemente di osservarlo".

Travolto da una acclamazione di promesse, il re disse: "vivrete in pace se eliminerete e non tollererete più alcun privilegio tra di voi". Gli applausi a questo punto diminuirono sensibilmente ma, ormai, la promessa era stata fatta e nessuno se la sentì di smentirsi.

Appena il re passò a miglior vita, per dare più risalto alle sue parole e sempre in suo onore, i funzionari del regno, che in tema di privilegi ne sapevano molto, organizzarono subito una serie di convegni con lo scopo di studiare molto approfonditamente quanto il re aveva detto. Furono invitati in qualità di esperti magi e sapienti da oriente e da occidente, tutta gente che aveva studiato e che sapeva il fatto suo. La tesi che andò per la maggiore, sostenuta anche dai più riconosciuti saggi del tempo, fu che la sconfinata saggezza del defunto da tutti ammirato non potesse aver partorito una concetto tanto banale quale quello che a prima vista appariva dalle sue parole. La eliminazione di ogni privilegio, pura e semplice, era cosa che poteva essere pensata anche dalla mente sempliciotta dell"ultimo dei sudditi, talchè poco si confaceva, dicevano gli studiosi, alla grandezza dell"ammirato legislatore.

Certamente le sue parole nascondevano significati reconditi e molto complessi che abbisognavano di lungo studio.

Anche i sacerdoti del tempio stanziarono una somma per la locale università destinata a una ricerca tesa a dimostrare che le frase "non tollerare alcun privilegio" andava intesa in senso metaforico, in particolare analizzando i significati semantici del termine "privilegio".

Vennero prodotte monografie e trattati su lunghissimi papiri, pazientemente trascritti da abilissimi scriba, molto puntuali ma al tempo stesso molto complessi. Fu necessario pertanto rivedere l"intera materia in un simposio, divenuto famoso e dal costo esorbitante, in cui si peritarono i più quotati filosofi, grammatici e antropologi allora conosciuti. Non da meno furono i giudici, i notai, i mercatanti, i lanieri, i setaioli, i medici, gli speziali, i vaiai e i pellicciai che sponsorizzarono convegni, incontri, appuntamenti, abboccamenti, congressi, meetings, seminari, tavole rotonde: il significato della frase esaminata, indagata, ponderata, sviscerata e soppesata era sempre più enigmatico e buio.

La faccenda si faceva di giorno in giorno sempre più complessa, vasta e composita perché, stante la generale volontà da tutti affermata e ribadita a gran voce di voler ad ogni costo onorare la promessa fatta al grande re che tutti amavano, sussisteva la oggettiva impossibilità di interpretarne correttamente l"intrinseco significato.

Un giorno un poveraccio che stazionava sempre sulla piazza bighellonando, vedendo uscire da una angosciante riunione un gruppo di studiosi stanchi e afflitti dai tortuosi ragionamenti, si avvicinò e palesò la sua spiegazione: "Non avrà per caso voluto dire che dovremmo essere considerati tutti uguali?"

Solo uno di loro lo degnò di uno sguardo, alzando leggermente un sopracciglio in segno di disgusto, mormorando "brutta storia non aver studiato".



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