Legislazione e Giurisprudenza, Contratti, clausole abusive, vessatorie -  Anceschi Alessio - 2013-11-11

BUONI POSTALI FRUTTIFERI CON PARI FACOLTA' DI RIMBORSO - Trib. Sassuolo, 12.2.2013

Il consumatore incontra seri problemi di riscossione presso le Poste italiane s.p.a. di quei buoni postali fruttiferi cartacei, cointestati con la clausola P.F.R. ovvero "pari facoltà di rimborso" nel caso in cui uno dei due conintestatari sia deceduto, minorenne, od altrimenti impossibilitato a recarsi personalmente presso la filiale.

In queste circostanze, ai fini della riscossione, al contitolare presente viene richiesto, oltre ovviamente alla presentazione del titolo in originale, la presenza di tutti i coeredi, l'autorizzazione del Giudice tutelare o comunque altra autorizzazione giudiziale, quindi la presentazione fisica di tutti i soggetti contitolari o dei loro aventi causa oppure un'autorizzazione giudiziale che il titolare deve ottenere facendo ricorso all'Autorità giudiziaria.

In realtà, tale prassi è frutto di una circolare interna a Poste italiane s.p.a. che di fatto tende a limitare la riscossione dei buoni postali, facendo ricorso ad oneri palesemente contra jus, in quanto contrari alle clausole contenute nel titolo di riscossione stesso.

La disciplina sui buoni postali fruttiferi era contenuta nel libro III, capo VI del d.p.r. 29.3.1973 n. 156 (T.U. in materia postale) poi sostituito dal D.M. 19.12.2000, attualmente in vigore. Tali buoni (istituiti con d.l. 26.12.1924 n. 2106 conv. l. 21.3.1926 n. 597) costituiscono titoli nominativi rimborsabili a vista presso l"ufficio di emissione ed entro 6 giorni negli altri (artt. 1 co. 1° e 5, D.M. 19.12.2000; artt. 171 e 178, d.p.r. 156/1973), come peraltro indicato nel titolo stesso. L"art. 1 co. 4°, D.M. 19.12.2000 conferma che "i buoni postali fruttiferi possono essere intestati a più soggetti, con facoltà per i medesimi di compiere operazioni anche separatamente". Ai sensi della norma transitoria, tali disposizioni si applicano anche ai buoni postali già emessi (art. 10, D.M. 19.12.2000). In quanto titoli nominativi, per quanto non diversamente disposto dalle norme speciali, trova applicazione la disciplina sui titoli di credito (artt. 1992, 1993 c.c.) ed in particolare sui titoli nominativi, in virtù della quale, "il possessore del titolo è legittimato al diritto in esso menzionato per effetto dell'intestazione a suo favore, contenuta nel titolo" (art. 2021 c.c.).

Come dice la parola stessa, la clausola P.F.R. ovvero "pari facoltà di rimborso" attribuisce a ciascuno dei contitolari, in possesso del buono, il diritto riscuotere il titolo per intero previo semplice presentazione del titolo. In virtù di tale clausola il diritto di rimborso del titolo è quindi un diritto disgiunto, che ciacuno dei contitolari può essercitare autonomamente sull'intero, previo presentazione del titolo in originale.

Se Poste italiane s.p.a. rispetta normalmente tale clausola qualora l'altro cointestatario sia vivo e vegeto, pone invece problemi nel caso in cui quest'ultimo sia defunto, minorenne od altrimenti impossibilitato, richiedendo per l'appunto, l'espletamento di oneri aggiuntivi e del tutto indebiti ai fini di ottenere la riscossione dei buoni, spesso accampando motivazioni del tutto inconsistenti.

Occorre in primo luogo considerare che Poste italiane s.p.a. non può unilateralmente modificare una clausola inserita nel titolo, posto che "il vincolo contrattuale tra l'emittente ed il sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti" (Cass. civ. sez. Un. 15.6.2007 n. 13979). La costante giurisprudenza di merito che si stà formando sul punto ha peraltro confermato questo orientamento, condannando Poste italiane s.p.a. al rimborso del titolo nei confronti del contitolare superstite, in tutti i casi in cui il buono postale fruttifero fosse dotato della clausola P.F.R. (Trib. Sassuolo 12.2.2013; Trib. Cosenza 31.1.2011).

Và detto che la problematica in esame non si pone in ordine ai buoni postali fruttiferi privi della clausola P.F.R. i quali rimangono sottoposti alla disciplina generale sulla contitolarità, in virtù della quale, il diritto derivante dal titolo può essere fatto valere solo congiuntamente e non disgiuntamente.

In ordine ai buoni postali fruttiferi muniti della clausola P.F.R., invece, ciascuno dei cointestatari in possesso del titolo può liberamente ottenere la riscossione del buono "a vista" e per intero, senza alcun onere aggiuntivo alla mera presentazione del titolo stesso.  Ovviamente il diritto ad ottenere l'integrale rimborso del titolo nei confronti di Poste italiane s.p.a. non esclude la ripartizione dei diritti tra i vari contitolari od i loro aventi causa, ciò nonostante tale vicenda rimane una questione interna tra i vari contitolari senza che Poste italiane sp.a. possa in alcun modo vincolare il suo obbligo al rimborso del buono, al regolamento di tali vicende od all'espletamento di oneri non dovuti.

Diversamente da quanto si legge in molti siti "poco specializzati" (che si affidano unicamente a quanto riportato da Poste italiane s.p.a.) non è necessaria la presenza di tutti gli eredi del de cjus (in caso di cointestazione con persona deceduta), nè l'autorizzazione del giudice tutelare (in caso di cointestazione con minorenne) o di altre formalità al fine di ottenere la riscossione del buono con P.F.R. per intero.

(avv. Anceschi Alessio, foro di Modena)



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