Legislazione e Giurisprudenza, Circolazione stradale -  Menin Alessandro - 2014-02-28

C.A.I., FORZE DELLORDINE E SINISTRO: A QUANDO LA VERA APPLICAZIONE DELLART. 143 COD. ASS.? – Alessandro MENIN

Note a margine della sentenza 13 gennaio 2014 n. 22 del Giudice di Pace di Portogruaro.

Non vi è automobilista italiano al quale il proprio assicuratore non abbia raccomandato di avere sempre con sé il famigerato "modulo blu" da compilare e sottoscrivere nella malaugurata ipotesi di incidente.

Infatti, come millantano le compagnie di assicurazione nei propri siti istituzionali, presentare la constatazione amichevole sottoscritta da entrambi i conducenti coinvolti velocizzerebbe le pratiche di risarcimento dei danni subiti e metterebbe al sicuro da eventuali possibili contestazioni sulla dinamica del sinistro[1].

Forse dalle contestazioni dell"altro conducente, ma non da quelle della propria assicurazione.

Si assiste, infatti,  sempre con maggiore frequenza alla negazione del "risarcimento diretto" (totale o parziale), perché la constatazione amichevole con doppia firma è ritenuta inattendibile ed il sinistro non è stato rilevato dagli organi di Polizia, e ciò sul presupposto che  le dichiarazioni conenute nella CAI non le sono, in realtà, opponibili.

In pratica, per essere "veramente" al riparo da eventuali contestazioni, l"assicurato dovrebbe firmare la CAI, farla firmare all"altro conducente, e poi, però, far intervenire anche  le Forze dell"Ordine.

Un sistema, è evidente, abberrante, anche perché si scontra con i mali cronici degli Organi di Polizia i quali, ridotti ormai a poter effettuare esclusivamente i servizi essenziali od urgenti per mancanza di risorse sia umane che materiali, sempre più spesso sono costretti a "declinare l"invito" del cittadino contribuente laddove il sinistro non coinvolga feriti gravi.

A porre un freno alla discrezionalità totale ed autoritaria della compagnie di assicurazione ci ha provato il Legislatore, prevedendo all"art. 143 del codice delle assicuazioni che "quando il modulo sia firmato congiuntamente da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo prova contraria da parte dell"impresa di assicurazione, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso".

ll Legislatore ha introdotto, quindi, una presunzione legale relativa, con la forza probatoria che le è propria[2].

Pertanto, il diniego del risarcimento della assicurazione non può (rectius non potrebbe) basarsi solo sui semplici dubbi del liquidatore di turno rispetto alle dichiarazioni contenute nel modulo blu, ma dovrebbe trovare fondamento su qualcosa di più sostanzioso, da opporre e fornire al danneggiato/cliente, anche in ottemperanza a quegli obblighi contrattuali di correttezza e buona fede ricordati dall"art. 9 dpr 254/2006[3].

Che si sia di fronte ad una presunzione legale juris tantum trova conferma nel pensiero della Suprema corte, la quale, a Sezioni Unite, non ha mancato di osservare come  "il modulo CID quando è sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte, compresa la data, genera una presunzione iuris tantum valevole nei confronti dell"assicuratore"[4].

In definitiva, la reiezione della richiesta risarcitoria non può (e non dovrebbe) essere dettata da un "mal di pancia", ma deve trovare il proprio fondamento su di una prova.

Di ciò sembra, in un primo momento, convinto anche il Giudice  di Pace di Portogruaro.

Questi, nella sentenza 22/2014, dopo aver dato atto dei semplici "dubbi" della assicurazione, della mancata allegazione di accertamenti preventivi a sostegno di detti dubbi e del carettere meramente esplorativo della ctu dinamica richiesta dalla compagnia, non ha mancato di sottolineare come, in presenza di un modulo CAI debitamente compilato e sottoscritto da ambedue i conducenti non può negarsi il sinistro ed il suo accadimento per la sola assenza di Organi di Polizia intervenuti.

Peccato che, dopo tutto ciò, il magistrato non abbia terminato ciò che aveva iniziato e, forse per sentirsi più sicuro e tranquillo, abbia comunque deciso di dare ingresso alla consulenza dinamica (che peraltro ha confermato quanto indicato nella CAI) e ciò sol perché l"assicurazione aveva avanzato delle "osservazioni tecniche", ovvero delle semplici deduzioni.

Un"occasione mancata, quindi.

Troppo spesso, d"altro canto, si assiste alla mancanza di forza decisionale tra i giudici di pace, con sovrabbondanti istruttorie in cause ove, solo con la corretta (e coraggiosa) applicazione delle norme di legge, la strada potrebbe essere molto più semplice e veloce.



http://www.directline.it/iw-runtime/gestione-sinistri/constatazione-amichevole/ ; http://www.genialloyd.it /GlfeWeb/sinistri/constatazione-amichevole.html ; https://www.quixa.it/gestione-sinistri/constatazione-amichevole; http://www.allianz.it/servizi/in-caso-di-sinistro/cosa-fare/risarcimento-diretto ;

[2] L"art. 2078, comma 1, cod. civ. recita: "Le presunzioni legali dispensano da qualunque prova coloro a favore dei quali esse sono stabilite"; le presunzioni legali relative o juris tantum, tuttavia, possono essere superate dalla prova contraria. Altri esempi di presunzioni legali relative sono rinvenibili agli artt. 234, 1147, 1335, 2048 del codice civile.

[3] Art. 9, comma1, drp 254/2006. Assistenza tecnica e informativa ai danneggiati. L"impresa, nell"adempimento degli obblighi contrattuali di correttezza e buona fede, fornisce al danneggiato ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento del danno. Tali obblighi comprendono, in particolare, oltre a quanto stabilito espressamente dal contratto, il supporto tecnico nella compilazione della richiesta di risarcimento, anche al fini della quantificazione dei danni alle cose e ai veicoli, il suo controllo e l"eventuale integrazione, l"illustrazione e la precisazione dei criteri di responsabilità di cui all"allegato a).

[4] Cass. SS.UU. 5 maggio 2006, n. 10311.



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